Invasione turca: utilizzate armi chimiche

Buonasera cari lettori.

Poche ore fa durante l’assedio di Ras al Ayn, in Siria, è stato denunciato l’utilizzo di armi chimiche dalle forze armate turche. Turchia dunque, che porta avanti la sua presunta “missione di pace” seminando morti, al momento sono circa 500 quelli dichiarati. Sapete come chiama le vittime in questione il presidente turco Erdogan? Li definisce “terroristi”. I curdi che hanno lottato per sconfiggere ISIS, adesso sembra che siano loro i veri nemici per la Turchia. Inoltre l’attacco turco ha interrotto le operazioni anti – Isis svolte dai curdi, prima di tutto ciò.

Le armi chimiche utilizzate dalla Turchia nell’attacco di oggi sono: il fosforo bianco e il napalm. Quest’ultime vietate a livello globale, in quanto causano ustioni gravissime sulle vittime. La denuncia di questo attacco è stata fatta dal capo della comunicazione delle Forze democratiche siriane (Fds), Mustafa Bali. Le Fds sono un’alleanza di milizie curde e siriane. Il ministro della Difesa turco ha dichiarato: “la Turchia nel suo inventario non possiede queste armi, sono i curdi che le utilizzano e accusano noi”.

Il giallo rappresenta il territorio in mano ai curdi. I cerchi in rosso rappresentano i siti attaccati dai turchi.

Emergenza civili e vittime

La Siria o meglio i curdi hanno fatto appello alla Lega Araba e alla Federazione Russa, in modo tale da ottenere dei corridoi umanitari per far evacuare i civili. I curdi adesso non hanno neanche l’assistenza necessaria negli ospedali, per far fronte agli attacchi di oggi. In quanto, le ONG internazionali hanno abbandonato il territorio del Nord – Est della Siria dopo i raid aerei turchi. Quest’ultimi vanno avanti incessantemente da tre giorni.

Reazioni dal mondo

Innanzitutto bisogna precisare ciò che ha detto Donald Trump, durante l’incontro di ieri con il presidente Sergio Mattarella. Il presidente degli USA ha dichiarato: “la guerra se la combattano loro”. Questa dichiarazione di Trump fa ben intuire che non vi sarà alcun intervento degli Stati Uniti nel campo, sia in ambito militare che non. Tuttavia il Segretario al tesoro americano, Steven Mnuchin, tenta di persuadere Erdogan con le sanzioni che verranno inflitte alla Turchia. Il presidente turco ha affermato durante una conferenza stampa: “non cesseremo il fuoco fino alla resa dei terroristi“.

Infine circa un’ora fa, vi è stata una telefonata tra Erdogan e il premier Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ha definito inaccettabile l’utilizzo di armi chimiche da parte della Turchia. Inoltre Conte ha ricordato al presidente turco il ruolo geopolitico e di alleato Nato, che la Turchia ricopre. Ed ha invitato di svolgere il ruolo appena citato in modo responsabile.

Buoni o cattivi?

Sapete benissimo cari lettori, in guerra non vi sono né i buoni né i cattivi, ma sono presenti gli innocenti. Quest’ultimi sono sempre i più colpiti e un riferimento in particolare va fatto ai bambini siriani o curdi che siano, la guerra purtroppo non conosce nazionalità. La guerra ancora come si può ben vedere ogni singolo giorno non fa distinzioni di età, sesso, religione o quel che sia. L’Unicef ha dichiarato ieri, che in Siria dopo l’attacco dei turchi si contano più di 70.000 bambini sfollati.

Alcuni forse non conoscono questa storia, ma ve la racconterò cari lettori. La settimana scorsa durante il primo attacco turco contro i curdi nella città di Qamishli, Muhammad Yusuf Hussein (12 anni) stava camminando con la sua sorellina di 7 anni e sono stati colpiti da un colpo di mortaio. Muhammad è rimasto ucciso, mentre la sua sorellina ha perso una gamba. Entrambi sono stati colpiti, pensate un po’, davanti la propria abitazione.

Cari lettori questa è una delle tante terribili vicende che si verificano in Siria da 8 anni. E le vittime innocenti anche se riescono a lasciare le proprie case e scappare in Europa o meglio in Grecia, trovano lo stesso inferno che hanno lasciato. Perché l’UE non provvede ad una distribuzione di questi poveri richiedenti asilo, i tempi di attesa sono di circa un anno.

Ecco il mio podcast

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