La Basilica di San Clemente a Roma: scrigno di tesori antichi

La basilica di sorge a nella valle che separa l’Esquilino dal Celio, sulla strada che divide il Colosseo dal Laterano. Nonostante sia una basilica minore l’importanza artistica e storica è grandissima: la basilica medievale conserva la suo interno mosaici e affreschi importanti non solo dal punto di vista artistico ma anche letterario (importante per lo studio della lingua italiana e il suo sviluppo). Ma non è tutto qui: sotto l’attuale basilica ci sono diversi livelli, che, grazie agli scavi realizzati dalla metà dell’ 800, sono potuti venire alla luce e oggi possiamo ammirarli dal momento che sono stati resi per la maggior parte percorribili. I livelli principali sono tre: la basilica attuale, medioevale; la basilica antica, in un edificio già dimora di un patrizio romano; un insieme di costruzioni romane di epoca post-neroniana. È stato rinvenuto anche un quarto livello in cui si trovano alcuni resti di costruzioni romane ancora più antiche.

Prima di descrivere la basilica e gli altri due livelli sotto di essa saà utile descrivere brevemente la figura del santo a qui è dedicata. San Clemente è una delle figure più importanti e particolari della chiesa del primo periodo, molte sono ancora oggi le domande che ci poniamo. È stato il 4º vescovo di Roma e papa dal 92 al 97. La Chiesa cattolica e quella ortodossa lo venerano come santo. È considerato il primo papa della storia ad aver rinunciato al suo incarico, ma le fonti storiografiche sono dubbie ed imprecise. È considerato un Padre della Chiesa.

Procediamo nella descrizione di questo luogo partendo dalla basilica superiore che è anche la più recente: realizzata nel XII secolo da Anastasio (cardinale e titolare della basilica), venne costruita su quella precedente poichè considerata pericolante e fatiscente. Per realizzare le fondamente si abbattè tutto il piano superiore della basilica antica e si interrò tutto il primo piano rendendolo parte delle fondamenta stesse della nuova chiesa, vediamo infatti come la navata centrale della basilica superiore corrisponda quasi perfettamente con quella inferiore. L’interno della basilica è suddiviso in tre navate, senza transetto, con un’abside semicircolare; le navate sono separate da colonne romane di spoglio. Quasi tutte le superfici sono decorate, mirabili certamente sono i mosaici e gli affreschi. L’affresco più famoso è certamente quello comunemente chimamato “La leggenda di ”: un pagano, , voleva vendicarsi di Clemente, colpevole di avere fatto convertire sua moglie al cristianesimo. Tre schiavi sono incaricati di condurlo, in catene, al supplizio. Ma si rendono conto che il prigioniero è tornato libero; il suo posto è stato preso da una pesante colonna di  pietra. Nell’affresco, che alcuni studiosi  hanno paragonato a un antenato  del fumetto, le parole in volgare sono pronunciate da ; la morale conclusiva di Clemente è in latino. Un particolare di rilievo, sia dal punto di vista linguistico che da quello sociale. Si intravede, infatti, il germe della distinzione tra lingua latina, utilizzata da uomini di Chiesa, e il volgare adoperato dai ceti popolari.

Per quanto riguarda la basilica antica invece molte ipotesi sono ancora in fase di verifica. Quello che sappiamo è che doveva essere una casa di un patrizio romano che venne convertita nel IV secolo, con la libertà di culto, in vero e proprio edificio di culto.

Sotto questi due efifici troviamo un altro livello, forse il più interessante poichè custodisce i resti di un culto pagano che a Roma fu importato dall’oriente: il culto del dio . Sono stati riportati alla luce l’altare dove si officiavano i culti e tutti gli arredamente che venivano utilizzati durante i banchetti rituali tra i membri del culto.

Molto ancora ci sarebbe da dire sulla ma la cosa più importante è certamente la raccomandazione di andare a visitarla, per ammirare non solo la bellezza e la magnificenza artistica di questo luogo,  ma per fare un viaggio nel tempo a ritroso fino ai nostri predecessori illustri che furono i .

 


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