“Robot spazzini”. In arrivo un valido aiuto, frutto della tecnologia, per il mantenimento dell’igiene marina

Scoperto sul lungomare di Marsiglia, presso Il Porto Antico un segreto raccapricciante: migliaia di rifiuti galleggianti e nei fondali. Uno scenario a dir poco spiacevole che ha costretto migliaia di volontari a riunirsi per mantenere l’igiene pubblica e urbana anche nei mari.

L’operazione prende il nome di “Vieux-Port Propre” e consiste nel contributo di diversi subacquei che, immersi nelle profondità marine, raccolgono migliaia di rifuti, successivamente differenziati e indirizzati al riciclo o allo smaltimento. Molti sono stati gli interventi sia di volontari che di esperti ai microfoni; una delle prime dichiarazioni è arrivata da Angie Espinel Cañon – volontaria del Team 13 – che dopo aver preso visione di ciò che era presente in mare ha spiegato: “Abbiamo trovato di tutto: scooter, griglie metalliche, lattine, bottiglie. L’obiettivo non è solo quello di ripulire, ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica”. Da queste parole trapela chiaramente l’impegno e gli sforzi di questi eroi pubblici che ogni giorno si impegnano per fare in modo che negli anni a seguire sanno vietati determinate tipologie di rifiuti, per il benessere non solo dei cittadini, ma dell’intero pianeta.

Un chiaro tentativo di sensibilizzazione dei cittadini e una manovra per ribassare le paurose cifre in percentuale che ogni anno si registrano in merito alla presenza di rifiuti in acqua. L’aiuto fisico proviene dunque dai tanti volontari sparsi in giro per il mondo, non solo a Marsiglia, il contributo tecnologico deriva invece dal “WasteShark” – lo “Squalo dello spreco” – messo a punto in Olanda. Si tratta di un mini catamarano con le funzionalità di un drone, controllato a distanza, che rimuove plastica e altri detriti dalla superficie delle acque. I sensori di cui è fornito, permettono il monitoraggio dei livelli di inquinamento e l’alimentazione ad elettricità favorisce un enorme risparmio e vantaggio sulle emissioni.

Richard Hardiman – fondatore di RanMarine Technology ha commentato: “Quello che stiamo cercando di fare è creare una nave abbastanza piccola che possa entrare negli spazi ristretti dove i rifiuti si depositano, in particolare nei porti, per impedire che tutti quei rifiuti vengano trascinanti nell’oceano”, inducendo, in altri termini, molti cittadini non solo a prendere esempio da chi ogni giorno si impegna a mantenere pulito l’ambiente in cui si vive, ma a salvaguardare il pianeta, personaggio principale che ogni giorno risente delle negligenze e degli errori umani.


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