Salvini a Roma: un evento fasullo e antidemocratico

L’evento di oggi a Roma di presso la Scuola Di Polizia, contrariamente a quello che si pensava, non era accessibile al pubblico, né tantomeno ai giornalisti. Inoltre sulla pagina Facebook del Ministro non erano riportate le giuste informazioni. Ogni utente della pagina FB della provincia di Roma ha ricevuto da Facebook un invito all’evento stesso.

L’impossibilità di accesso

Evento Salvini a Roma
Fotografia scattata durante la conversazione telefonica dal nostro Inviato.

Il nostro inviato giunto sul posto ha chiesto ai poliziotti dove fosse stato l’ingresso, gli hanno riferito in maniera confusionaria un possibile ingresso stampa nel retro dell’edificio. La Polizia era ignara inoltre della pubblicazione dell’evento stesso sul social network del Ministro.
Prontamente, dato che l’evento era stato postato ieri pomeriggio (24 luglio), il nostro addetto ha subito telefonato alla segreteria della scuola che gli ha fornito il numero dell’Ufficio Stampa del Ministro per l’accreditamento. L’addetto stampa gli ha fornito poi il numero di telefono dell’ufficio relazioni esterne della pubblica sicurezza che, non sapendo cosa rispondere promise di richiamarlo a breve. Nella telefonata gli venne riferito che non erano possibili gli accrediti e che l’evento fosse un evento non accessibile ai giornalisti.

Il Commissario in borghese

Alle ore 9:30 il nostro inviato ci chiama per riferirci che non era possibile entrare in nessun modo. Durante la telefonata, mentre si recava dal lato opposto del marciapiede dell’ingresso della scuola viene raggiunto dal Commissario di Polizia che volle identificarlo chiedendo ulteriori spiegazioni sulla “lista degli invitati” all’evento Facebook. Senza attendere risposta ha chiesto il documento fotografandolo con il cellulare non curante delle normative sul GDPR, le quali, in assenza di un trattamento di dati, vietano l’utilizzo di trattenere dati sensibili. Inoltre non esiste alcuna normativa che autorizza un pubblico ufficiale a fotografare un documento d’identità.

Infine l’agente in borghese una volta chiesto informazioni più dettagliate sull’evento Facebook, ha detto di considerare il nostro inviato come “ equivocato“. Lo ha poi intimato con tono dispregiativo ad andarsene dalla zona poiché era per l’appunto una “cosa privata loro” come asserito dall’agente in borghese non curante del rispetto del lavoro altrui e della libertà del cittadino.

Il collega in divisa che lo assisteva alle sue spalle per tutto l’intervento mostrava evidente imbarazzo dal comportamento del Commissario che lo ha portato ad indietreggiare sempre di più.

Nella Diretta Facebook che alla fine dell’evento ha tenuto Salvini c’erano altri giornalisti lì pronti a fargli delle domande, i quali hanno avuto forse un minuto di tempo per potergliele fare. Un conto è la presenza di un inviato in rappresentanza del brand e dell’azienda (come nel nostro caso) ed un conto la presenza di un inviato qualsiasi.

Sostanzialmente una presa in giro da parte di Salvini oltre che un atto di prepotenza che molto probabilmente tale Commissario avrà svolto anche nei confronti di altre persone che forse non appartenevano al loro “giro”.  Appare del tutto sfiduciante questo accaduto e non è la prima volta che ad eventi e manifestazioni con Salvini si verificano tali episodi, anche di natura peggiore come dimostrano parecchi video.

Con questo articolo si indente anche diffidare questo Commissario, chiunque egli sia, ad utilizzare in maniera illecita i dati del nostro inviato.

La Redazione

 


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