Salvini nei guai per il caso Diciotti

Tutto ha inizio il 25 Agosto 2018, quando il Ministro dell’Interno, Matteo era stato formalmente indagato dai procuratori di Agrigento per l’inchiesta sui migranti bloccati da giorni a bordo della nave  (a bordo vi erano ben 15o migranti di cui 27 minorenni). Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio qualche giorno prima, precisamente il 22 Agosto, salì a bordo della Diciotti per un’ispezione, la quale giustifica il fatto citato poc’anzi. Il 7 settembre 2018 i Carabinieri entrano in Viminale (sede del Ministero dell’Interno) per notificare a Matteo Salvini l’atto per sequestro di persona per il caso Diciotti. Nella giornata di ieri 24 Gennaio 2019 il Tribunale dei Ministri di Catania richiede l’autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del Ministro dell’Interno. Le ipotesi di reato per cui è stato indagato Salvini sono:

  • Sequestro di persona
  • Abuso d’ufficio
  • Arresto illegale

Inoltre la DDA (direzione distrettuale antimafia) di Palermo ha aperto un fascicolo, ai danni di Salvini, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di migranti e associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Salvini può essere indagato?

Innanzitutto è da precisare per evitare fraintendimenti, che il Tribunale dei Ministri non è una corte speciale bensì una sezione specializzata del tribunale competente per i c.d. “reati ministeriali”.

Dunque l’azione intrapresa dal Tribunale dei Ministri di Catania non va contro la Costituzione, facendo riferimento all’Art. 96 Cost. il quale stabilisce: “Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della repubblica o della Camera, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.”

Cosa succederà?

Situazione abbastanza complicata quella di Salvini, al quale quest’ultimo risponde con l’hashtag “arrestatemi” sui social.

Chiaramente il Ministro dell’Interno, in quanto leader della Lega, uno dei partiti di maggioranza e membro della coalizione di Governo, ha con sé il Senato perché sua camera di appartenenza. Dunque, come previsto dall’Art. 96 Cost. risulta molto improbabile che il Senato autorizzi il Tribunale dei Ministri di Catania a procedere. La vicenda potrà andare avanti, solo se il M5S rompesse con la Lega, in quel caso l’assemblea avrebbe i voti per autorizzare il tribunale a procedere.

 

Aldilà di ciò che sta accadendo, il “chiudere i porti” non è un atto anti – costituzionale perché l’art. 52 Cost. al primo comma stabilisce: “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino”. Per quanto concerne l’aspetto umanitario, è un gesto a dir poco disumano su questo non si discute, ma l’Italia ha già fatto molto per i migranti. Non si hanno più strutture dove è possibile che trovino una sistemazione. Il comportamento di Salvini andrebbe visto con occhi “interni”, toccherebbe all’UE trovare una possibile soluzione. Di certo la soluzione non è quella di “aiutarli a casa loro” perché questo è uno slogan usato da un preciso schieramento politico, la soluzione è: attuare delle politiche in modo che l’Africa abbia sviluppo. L’Italia dovrebbe prestare attenzione non solo al problema immigrazione, ma anche ai cinque milioni di poveri presenti nel territorio.

 


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