Sofia Guidi – Escort [Pillole reillustrate del romanzo erotico di ErosCultura Editrice] – Pillola n°4

Questa era la mia giornata tipo.

Uscivo, un giro via via più largo, qualche inutile acquisto e poi a casa, nella mia nuova abitazione che ovviamente non aveva nulla di personale.

Non avevo un orologio al polso e mai e poi mai mi sarei abbassata a qualcosa che non fossero i miei perduti, pregiatissimi svizzeri.

Chiedevo l’ora e andava bene così.

Poi, un giorno, entrai da in via Condotti.

“Posso vedere qualcosa della linea di orologi ?”

“Naturalmente. Prego si accomodi. Vede, si passa dai modelli più preziosi in oro rosa o bianco rifiniti con diamanti per arrivare a questo modello, direi sportivo, in acciaio.”

“Avevo sia questo in acciaio che l’altro in oro rosa e diamanti ma mi sono stati rubati.”

Non riuscivo a dire la bugia ad alta voce. Quasi sibilai quel “rubato”.

“Mi dispiace” disse la commessa senza troppa partecipazione emotiva al triste evento.

In cuor mio pensai che fosse anche contenta.

Mi leggeva negli occhi e arrossivo.

“Il Pasha in acciaio viene intorno ai tremila euro. Portabilissimo e sempre di gran classe.”

Mi rigiravo tra le mani il più economico mentre ripensavo a Bruno, poi da una scala vidi scendere una signora dall’aria austera, un po’ in là con gli anni, una presenza carismatica visto l’immediato cambio di atteggiamento della ragazza che mi stava servendo.

“Mme Gattermayer buongiorno” disse con un timido sorriso la commessa.

“Salve a lei. Buongiorno” replicò la donna in un saluto che coinvolse gentilmente anche me.

Si fermò un attimo. Mi guardò, anzi mi squadrò, poi, prendendomi educatamente la mano, mise il più prezioso dei Pasha, quello in oro rosa e diamanti, al mio polso.

“Questo è quello che fa per lei” disse senza lasciare neanche per un attimo la mia mano.

Riuscii a sopravvivere al disagio. La commessa, dal canto suo, sembrava conoscere bene questa Mme Gattermayer.

“La devo lasciare. Carestia Gattermayer. Il mio nome, cara ragazza. Lei è splendida.”

La vidi allontanarsi e non so per quale ragione arrossii a quel complimento.

Probabilmente non furono le scarne parole, ma solo il fatto che la mia mano aveva riposato tra le sue a farmi capire che quel riposare non era privo di significato.

“Allora ci penso un po’ poi eventualmente ripasso” dissi alla commessa, pronta a lasciare a mani vuote il negozio Cartier.

“Non c’è problema. Prenda con tranquillità la sua decisione. Ah… mi scusi. Sì…” alzò il ricevitore e si mise a parlare con un numero che doveva essere un interno e intanto mi sorrideva. Io feci il gesto di andarmene ma lei rispose con gesto come a dire… “Attenda.”

“Attenda un attimo” disse infine. “Mme Gattermayer mi ha detto di chiederle se desidera prendere un tè con lei domani, nel pomeriggio.”

Ero incerta, arrossii, ero sul punto di dire “No, sarà per un’altra volta” ma lei aggiunse “Certamente saprà chi è Mme Gattermayer”.

“Veramente no. Non saprei proprio” risposi ingenua.

“È il General Manager Europe di Cartier. È una persona influente, si trova a Roma per una serie di incontri coi dirigenti locali. Era qui da noi per una semplice visita.”

“Beh allora… sì. Dica di sì alla signora Gattermayer. Dove?”

Rialzò il ricevitore e sorridendo scrisse su un foglio d’un blocchetto griffato Cartier: “Domani ore 17.00 . Mme Carestia Gattermayer” lessi.

“Mi ha detto anche di chiederle il suo numero telefonico, nel caso ci fossero dei cambiamenti. Questo è il nostro, nel caso lei avesse un contrattempo.” Uscii con una curiosità divorante e la certezza d’aver fatto un buon acquisto, e ovviamente non era un Pasha.

Le pillole sono illustrate da Nadia La Moretti di Lamorettillustration

Casa Editrice: Eroscultura

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