La Regina Cristina Augusta (Alessandra) un piccolo mondo a parte
Personalità eclettica e sopra le righe.
Per VOLONTÀ del padre morto in guerra quando lei aveva solo sei anni era sempre più principe che principessa.
Amava infatti vestirsi da uomo pescare e cacciare.
Solo più tardi e per motivi di stato fece pace con la sua femminilità.
A 18 anni prese in mano le redini della Svezia azzerrando in parte per incompatibilità di ideologia politica quanto fatto in precedenza.
Contraria fermamente al matrimonio designò come suo successore un cugino contestato pesantemente dalla medesima aristocrazia e venerato da popolo e chiesa.
Un altro suo cugino fu un suo amante segreto fino a quando non decise di giocare nell’altro campo.
Come Amanda ebbe il suo rendez vous con la critica feroce dell’opinione pubblica che giocava alla morra cinese chiedendosi se fosse uomo o donna.
C’era chi la chiamava lesbica o chi l’etichettava come ermafrodito.
In politica estera gestì la fine della guerra dei 30 anni e coordinò la pace di Westfalia 1648.
Grande amante delle arti in generale: dalla filosofia alla letteratura; dalla lirica al teatro passando per il balletto
Con lei la Svezia divenne l’Atene del Nord in quanto nella capitale e soprattutto alla sua corte c’era un via vai di grandi personaggi della cultura del tempo.
Dopo una assai profonda crisi mistica e personale Cristina Augusta ripudiò il protestantesimo ed abbracciò a pieno ideologia e pensiero cattolico.
Veramente celebre il suo viaggio a Roma dove ricevette crismi e benedizioni dalla stesse mani del Pontefice in carica.
Stanca dei suoi doveri di regnante e disillusa dalla monotona e frenesia di corte Cristina abdica.
Certamente celebre l’interpretazione di Greta Garbo.



