Luca Barbarossa come Cassandra
Sicuramente per me un cretino qualunque il cantautore Luca Barbarossa rappresenta uno dei pochi poeti romantici rimasti a nobilitare una certa qualità di musica.
Fin dagli esordi ha avuto le palle di scrivere canzoni scomode per tematiche e argomentazioni.
Capolavori che sfidano con tranquillità mode tempi e soprattutto pregiudizi.
Da ROMA SPOGLIATA a AL DI LÀ DEL MURO .
Da FINO IN FONDO A QUARTIERE.
Struggente e maledettamente vera COME DENTRO UN FILM.
Un viaggio impietoso nella tua fottutissima vita.
Una sorta di bilancio esistenziale tout court dove tu sei sul banco dei testimoni e te la fai letteralmente nei pantaloni.
Perchè vedi passare davanti a te LE tue perversioni le tue cattiverie I tuoi fallimenti le tue fragilità le tue pazzie e I tuoi fantasmi.
Insomma se ascolti quella canzone con cuore testa anima vomiti addosso al mondo la tua vera essenza.
Luca Barbarossa ha scritto forse una tra le più belle canzoni dedicate alla figura della mamma.
È riuscito a piazzarsi sul podio in quel di San Remo con una canzone difficile da digerire per contenuti come L’AMORE RUBATO.
Ma questo poeta romantico come la Cassandra del raccordo Anulare già alla fine degli anni ottanta nell’evergreen YUPPIES aveva già previsto il declino di Amatriciana City.
I figli di benefattrice sono aumentati
I contadini diminuti.
I figli di PAPÀ non passano di moda.
Aperitivi macchinoni orologi e abiti firmati.
I politici di tutte le casacche pensano di essere Robin Hood e rubano ai poveri.
Intanto la menano con la trasparenza e sono più neri della pece.
Il Medioriente è sempre nel posteriore del potere.
Augurissimi a












