L’anima del giornalismo spettacolo
Fede ha incarnato con straordinaria energia quel giornalismo fazioso che, se da una parte lo ha reso il direttore più criticato, dall’altra lo ha consacrato come il più guardato: il caposcuola di una tv che ha saputo mescolare informazione e spettacolo, anticipando le tendenze del racconto mediatico italiano. Memorabile la sua diretta di 18 ore dal pozzo di Vermicino, nel 1981, che diede vita alla “tv del dolore”. Per otto anni Fede ha girato il mondo come inviato Rai, narrando guerre e disastri in oltre quaranta Paesi.
La svolta Berlusconi e la creazione del Tg4
Ma è nel 1989 che arriva la svolta decisiva: l’incontro con Silvio Berlusconi, di cui diventa il massimo cantore, accendendo il primo tg di Fininvest. Fondando il Tg4 nel 1992, Fede crea un genere: una testata che si distingue per la partigianeria e la teatralità, ineguagliabile nella sua audacia anche nei momenti più delicati della vita politica italiana. Le sue gaffe, come quella in cui la regia manda in onda la foto di Berlusconi al posto di Saddam Hussein, sono diventate tormentoni nazionalpopolari, da lui ricordati sempre con ironia
Le luci e le ombre: scandali e condanne
Sul Fede direttore cala poi l’ombra delle inchieste giudiziarie, dal caso Ruby alle «cene eleganti», che lo portano nel 2012 a lasciare Tg4 e Mediaset, e a una condanna in Cassazione a 4 anni e 7 mesi per favoreggiamento della prostituzione. Negli ultimi anni, la solitudine ha scandito il suo declino: la perdita della moglie Diana De Feo nel 2021 e la morte di Berlusconi nel 2023 segnano per Fede la fine di un’epoca personale e professionale.
L’uomo dietro il personaggio
Nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, figlio di un brigadiere e di una cantante d’opera, Emilio Fede debuttò giovanissimo al Messaggero e conquistò la Rai nel 1961. La sua vita privata si è intrecciata indissolubilmente con Diana De Feo, giornalista e senatrice, sposata nel 1964 e madre delle sue due figlie, Sveva e Simona. Il loro legame, fatto di ironia e complicità, ha saputo resistere a mediazioni e scandali, diventando rifugio e forza per entrambi.
L’addio di un guerriero
Fede si è spento serenamente nella struttura in cui viveva, vicino Milano, circondato dall’affetto dei suoi cari: la figlia Sveva lo ha assistito fino alla fine, confermandone lo spirito indomito – “ha lottato come un leone”.
Lucido fino a poche ore prima della morte, Emilio raccontava di avere ritrovato la fede dopo l’incontro con Papa Wojtyla. Il suo ultimo sogno era “raggiungere al più presto mia moglie Diana”.
Con la scomparsa di Emilio Fede, si chiude un capitolo irripetibile dell’informazione italiana: un direttore che ha cercato più l’eternità che la verità. Saranno in tanti a ricordarlo per la passione, la spregiudicatezza e la capacità di rendere la cronaca spettacolo, sempre con una dedizione fuori dal comune.
I funerali si terranno giovedì presso la parrocchia Dio Padre a Segrate, dove amici, colleghi e familiari potranno salutare l’ultimo guerriero della televisione italiana


