Al Teatro Marconi di Roma è in scena lo spettacolo di Juan Carlos Rubio (scrittore , regista teatrale e drammaturgo spagnolo) “CENTO METRI QUADRI”, prodotto da Menti Associate (figure professionali che operano dal 1998 nel campo della gestione di servizi per lo spettacolo, nell’organizzazione e promozione spettacoli, nella gestione di mostre e spazi di pubblico spettacolo) e Papik (di Fabrizio Pizzari e Maria Letizia Maffei).
Traduzione di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia. Disegno luci di Ivan Lattanzi. Scene, lussuose ma non pacchiane, di Mauro Paradiso. Costumi variopinti e di foggia gradevole di Marina Tardani. Assistente alla regia Olimpia Giuliana Alvino.
La regia è di Siddharta Prestinari, straordinaria in questo campo, che dirige egregiamente sul palcoscenico tre personaggi diametralmente opposti.
L’esilarante commedia – atto unico che si svolge in 90 minuti circa – è interpretata da Sandra Milo (esplosiva e sorprendente nonostante i suoi 84 anni il prossimo mese di marzo). Giorgia Wurth (brava e all’altezza della situazione scenica sia comica che drammatica) ed Emiliano Reggente (sfigato ma simpatico agente immobiliare alla ricerca di nuovi lavori).
La vita si sa può essere piena di fantasia e anche le scelte più ordinarie possono rivelare risvolti inattesi. Non c’è bisogno di essere fatalisti per attendersi grandi cose dall’acquisto di un appartamento in nuda proprietà. Ed è così che, quello che sulla carta sembra un triste contratto tra una persona sola e bisognosa e un’altra opportunista e profittatrice, diventa invece il pretesto per un incontro di anime.
Cento metri quadri di Juan Carlos Rubio è una commedia divertente, naturalista, che racconta quello che accade quando Dora, ottuagenaria in gamba ed esuberante decide di vendere in nuda proprietà il suo appartamento a Sara, una giovane morigerata, assicuratrice quasi quarantenne, fin troppo responsabile e strutturata con alle spalle un matrimonio alla deriva.
Dora sembra felice, sebbene cardiopatica è un’inguaribile ottimista, che ama i suoi abiti appariscenti e i suoi discorsi chiari. Sara è molto sicura di sé, e nonostante sia nel pieno della vita, ha sempre un occhio all’orologio, ha paura di divertirsi e non osa rischiare.
Ne nasce un confronto tra due donne che affrontano la vita da punti di vista assai distanti dando il via a una divertente e inimmaginabile relazione, a gag esilaranti e a teneri siparietti in un alternanza di insospettabili cambi di direzione della trama e degli eventi.
Tra battute e momenti di riflessione (tematiche come la morte, l’imponderabilità della vita, il senso dell’amore, il bisogno di certezze affettive, il mondo del lavoro precario) la commedia scorre senza esitazioni verso il finale con qualche colpo di scena di sicuro effetto.
Fabrizio Pizzari: forma la sua anima manageriale negli ultimi 10 anni, ma nasce musicista. Fin dall’adolescenza, infatti, il palcoscenico lo ha frequentato in qualità di artista, si diploma al Conservatorio in “Strumenti a Percussioni” e “Composizione”. Inizia collaborazioni importanti come quella con l’Accademia di S. Cecilia e ottiene un contratto biennale con l’Opéra de Paris. Collabora alle tournée di vari artisti italiani e suona nell’orchestra di diversi programmi televisivi. La sua indole manageriale subentra a quella puramente artistica e inizia collaborazioni con Lillo & Greg, Stefano Di Battista, Max Giusti, Maurizio Battista, Rodolfo Laganà, Max Paiella e Francesca Reggiani.
Maria Letizia Maffei: si diletta di comunicazione, principalmente di spettacoli teatrali, da circa vent’anni. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne con indirizzo teatrale, ha poi unito la sua passione per il palcoscenico con una opportunità legata al caso, accettando l’incarico di assistente scenografa per una compagnia inglese. Da lì alla scrivania di un ufficio il passo è stato breve. Libera professionista da sempre, ha legato il suo nome a quello di una struttura che sarebbe diventata presto la sua seconda casa (ma non ci paga l’IMU), il Teatro Ambra Jovinelli di Roma, insieme al team di Serena Dandini (dalla riapertura della storica sala nel 2001) fino alla nuova gestione di Officine Culturali di questi ultimi quattro anni. Ha promosso negli anni le attività creative di artisti di varia natura, da Gioele Dix a Neri Marcoré, da Max Tortora a Luigi De Filippo, oltre ovviamente a coordinare i rapporti con la stampa degli artisti che partecipano ai cartelloni dell’Ambra Jovinelli. Nei ritagli di tempo (pochi!) si dedica alla traduzione di opere teatrali inglesi o americane e alla scrittura di romanzi (pubblicato recentemente da Memori il suo Porca pupazza, no! La strategia del pesce palla).










Bravo Claudio, puntuale come sempre nel commento…magari anche un pò più cattivello non guasterebbe.