Si è svolta ieri, 24 ottobre 2016, all’Hotel Sheraton di Roma la cerimonia di premiazione dei vincitori dei Premi che la prestigiosa guida ai Ristoranti d’Italia, edita da Il Gambero Rosso, conferisce ogni anno ai più importanti rappresentanti della ristorazione firmata: Massimo Bottura e La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri in vetta alla classifica; quattro le new entry nella squadra delle Tre Forchette con la novità dell’anno: D’O di Cornaredo (MI); cuoco Emergente Martina Caruso.
La cerimonia, aperta da un applaudito discorso del Presidente de “ Il Gambero Rosso “ Paolo Cuccia ha visto scorrere sul palcoscenico del prestigioso albergo romano dell’Eur in questa edizione, Trentodoc, ristoratori ai quali sono stati consegnati i Premi “ Tre forchette “, “ Tre Gamberi “, “ Tre bottiglie “, “ Tre Gamberi “, “ Tre boccali “ e “ Tre Mappamondi “ tutti impegnati nella ristorazione sia da ristorante che per wine bar, birrerie e locali di origine ed attività etnica, oltre che ai simboli del panorama gastronomico nazionale.
Partners della manifestazione: Trentodoc, il salumificio Spiezia, Sella e Mosca, le acque Panna e San Pellegrino, il Consorzio Mela più, I Beer, la casa Barone Pizzini, Casa Castelli oltre che alla organizzazione Bertani Domus ed al Pastificio dei Campie che hanno gentilmente offerto diversi assaggi dei loro prestigiosi prodotti.
Il Presidente Cuccia ha sottolineato come si stia concretamente sviluppando la partnership tra The Fork Almir Ambeskovic e Gambero Rosso Spa, cosa questa che conduce attualmente a progetti di inclusione del servizio di prenotazione di Thefork, con il risultato che i ristoranti presenti nella Guida di quest’anno saranno prenotabili tutti anche tramite l’app disponibile attualmente per iOs ed Android.
Alla sua trentesima edizione con 704 pagine, 2420 indirizzi, quasi 300 nuovi ingressi, 20 cartine, una per regione, con l’indicazione immediata del “meglio” di ognuna, la guida “ Ristoranti d’Italia 2017 “ si mostra ancora una volta uno strumento sempre più completo e facile da consultare, un servizio al consumatore che vuole “saper scegliere” dove il distintivo sistema di punteggio analitico e il corredo dettagliato di informazioni per ogni esercizio definiscono un valore aggiunto. Un libro utile al viaggiatore buongustaio, al gourmet navigato, al curioso, a chi vuole semplicemente saperne di più su come si mangia, oggi, nel nostro Paese in grado di fotografare una cucina complessa e variegata, di anno in anno più difficile da racchiudere in categorie chiuse quanto ricca di stimoli, talenti, idee come solida nelle sue radici.
Ma torniamo ai numeri. 29 Tre Forchette (tre in più del 2016) sono la squadra dei migliori ristoranti d’Italia (vedi allegato). E i quattro nuovi ingressi – due in Campania – ne esprimono la direzione attuale, segnata dal prestigio di vere e proprie saghe come quelle dell’Enoteca Pinchiorri (Firenze) e de I Quattro Passi (Massa Lubrense, NA) come dal coraggio e del talento dei giovani de La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares (San Cassiano, BZ) e della Taverna Estia (Brusciano, NA). Mantengono la vetta La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri (Roma) e l’Osteria Francescana (Modena). E la raggiunge Massimo Bottura nella classifica delle migliori cucine, da solo in testa con 57/60.
Senza dimenticare le trattorie, i wine bar, le birrerie e gli etnici, i cui “campioni” sono indicati – rispettivamente – come Tre Gamberi – tra i quali spunta quest’anno Il Capanno (Spoleto, PG), Tre Bottiglie, Tre Boccali e Tre Mappamondi (vedi allegato). Occhio più attento, poi, al fenomeno bistrot, formula contemporanea che spopola in molteplici varianti caratterizzate da fruizione informale e menu eclettici e moderni, quest’anno per la prima volta valutati con un simbolo apposito. Due i detentori del massimo riconoscimento, le Tre Cocotte: Donatella (Oviglio, AL), già Bistrot dell’anno nel 2016, e Lanzani Bottega & Bistrot (Brescia), “ex” Tre Bottiglie che a un bere vivace e di spessore ha affiancato una proposta culinaria di altrettanto interesse.
E ancora, i premi speciali: Novità dell’anno al D’O (Cornaredo, MI), fresco di trasferimento in una sede all’avanguardia concepita su misura dal suo chef e patron Davide Oldani; Bistrot dell’anno al Carroponte (Bergamo); Miglior servizio di sala a La Ciau del Tornavento (Treiso, CN); Miglior servizio di sala in albergo a la Stua de Michil dell’Hotel La Perla (Corvara in Badia, BZ); Miglior pane in tavola a Da Caino (Montemerano, GR); Pastry chef dell’anno ad Andrea Tortora del St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina (San Cassiano, BZ); Ristoratore dell’anno a Peppino Tinari di Villa Maiella (Guardiagrele, CH). Ben 21, inoltre, le tavole con il miglior rapporto qualità/prezzo, sparpagliate da Nord a Sud senza distinzione, perlopiù posti dove la filiera corta e l’intelligente gestione dei menu consentono una politica dei prezzi estremamente vantaggiosa per i clienti (vedi allegato).
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