Il Cinquecento è stato animato da una personalità femminile singolare come quella di Giulia Gonzaga.Mia madre è di origini ciociare,per l’esattezza di Fondi(LT),per essere più concisa,comune dove ogni anno ad Agosto (fino al 2014) si è svolta la rappresentazione storica-rinascimentale dell’assalto al Castello di Fondi ad opera dei turchi, guidati dal pirata algerino Khair ed-Din,detto il Barbarossa,per il rapimento della bellissima Giulia Gonzaga.Assistendo quasi ogni anno a questa magnifica rievocazione e notando la bellezza e la raffinatezza nei costumi del personaggio della ”Contessa di Fondi”mi ha molto incuriosita e attratta la sua figura e la storia correlata ad essa.Giulia Gonzaga fu una donna bellissima,colta e molto famosa,oltre ad essere una donna molto forte e altezzosa,che volle sempre vivere a modo suo,un ritratto di ”emancipazione femminile” cinquecentesca notevole e singolare per quell’epoca.Così la descrive anche la storica Susanna Peyronel Rambaldi che le dedica un libro molto bello:(Edizioni Viella,Una gentildonna irrequieta,368 pagine 30e).Infatti l’autrice ha sottontitolato Giulia Gonzaga fra ”reti familiari e relazioni ortodosse”e ci fa notare come la nobildonna a volte fosse altezzosa e pronta a far valere il suo ruolo (”a una mia paria”,scriveva),a volte pronta a chiedere aiuto ai parenti,il signore di Mantova o il cugino Ferrante Gonzaga,quali capì della sua famiglia (”lo mio sangue che è lo vostro”).Partita da Gazzuolo (MN) adolescente e morta a 53 anni nel 1566 a Napoli,si sentì sempre una Gonzaga,e cercò anche di tessere strategie e alleanze matrimoniali,anche con successo. A soli 13 anni,grazie alla diplomazia di due donne forti (la nonna Antonia del Balzo e Isabella d’Este), fu data in sposa a Vespasiano Colonna,vedovo quarantenne storpio e con una figlia ma assai ricco conte di Fondi e duca di Traetto.Il singolare modo di vivere per quell’epoca e la sua ”indipendenza”emergono soprattutto dal fatto che pur rimanendo vedova,oltre che illibata a soli 15 anni,(allevò il nipote Vespasiano) decise di non risposarsi e trascorse gli anni della sua vita cercando di far prevalere il suo ruolo,la sua potente figura di donna colta e superba.Inoltre strinse una rete di amicizie,si ricorda in particolare quella con il cardinal Ippolito de’ Medici,grande mecenate,che morì giovanissimo proprio in un castello di lei,si dice avvelenato su ordine dei parenti Medici di Firenze.Fu proprio Ippolito ad inviare il grande pittore veneziano Sebastiano del Piombo al castello di Fondi per ritrarre Giulia.E il dipinto,splendido,secondo vari studiosi sarebbe quello oggi a Francoforte,che in passato fu attribuito anche a Giulio Romano e al Parmigianino.Di certo,le copie di quel quadro venivano richieste da tutti i potenti.
La sua intelligenza e cultura attirarono l’attenzione di importanti poeti del tempo come l’Ariosto e Bernardo Tasso,il padre Torquato,che le dedicarono diversi sonetti:(” Donna real, la cui beltà infinita fermò di propria man l’Alto Fattore,perch’accese di suo gentil ardore,volgeste l’alme alla beata vita,la cui grazia divina ognun’invita all’opre degne di perpetuo onore;nè cui lumi sereni onesto amore per un raro miracolo s’addita…”Torquato Tasso”), (” Iulia Gonzaga,che dovunque il piede volge,e dovunque i sereni occhi gira,non pur ogni altra di beltà le cede,ma,come scesa dal ciel dea,l’ammira.”…”Ludovico Ariosto,Orlando Furioso XLVI 8). Nella notte tra l’8 e il nove agosto 1534 la città di Fondi fu attaccata dal corsaro Barbarossa che già da settimane andava saccheggiando le coste meridionali della penisola,effettuando rapidi sbarchi dalle sue navi.Secondo la tradizionale interpretazione,egli avrebbe cercato di rapire la bella Gonzaga per consegnarla in ”dono” al sultano Solimano I Il Magnifico.Giulia riuscì a sfuggire dalle sue mani con una fuga avventurosa compiuta in abiti discinti a Campodimele,il pirata invece saccheggiò la vicina Sperlonga ma in seguito fu respinto dalla strenua resistenza degli abitanti di Itri.La rievocazione storica che si svolgeva ogni anno a Fondi (LT) e a cui partecipava gente comune del luogo,rappresentava perfettamente i costumi e la violenza dell’epoca,inoltre,con i suoi favolosi effetti,spari e fuochi d’artificio era in grado di coinvolgere gli spettatori e di attirarli in massa a questo magnifico spettacolo storico.Purtroppo il Comune di Fondi da circa due anni scarseggia di fondi necessari a sostenerla e uno dei miei desideri sarebbe di ”farla rivivere”,perchè far rivivere questa significherebbe far riemergere un pezzo di storia e una figura eccezionale come quella di Giulia Gonzaga.



