ROMA – La cucina italiana è ufficialmente Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. L’UNESCO ha iscritto ieri, 10 dicembre 2025, durante la sessione del Comitato intergovernativo a Nuova Delhi, la candidatura “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” . Un primato assoluto: per la prima volta al mondo, un’intera cucina nazionale ottiene questo sigillo, superando elementi singoli come la pizza napoletana o il sushi giapponese .
Il percorso verso il riconoscimento
La pratica è nata nel 2023 su impulso dei Ministeri dell’Agricoltura (guidato da Francesco Lollobrigida) e della Cultura (Gennaro Sangiuliano), con il sostegno di Accademia Italiana della Cucina, Anci e comunità gastronomiche . Un primo via libera tecnico è arrivato il 20 novembre, seguito dall’approvazione unanime . L’UNESCO valorizza non solo i piatti, ma i rituali conviviali, i legami territoriali, la trasmissione intergenerazionale e la biodiversità agroalimentare .
Giorgia Meloni ha festeggiato con un videomessaggio: “Siamo i primi al mondo. Questo riconoscimento onora la nostra identità e il modello di sostenibilità” . Entusiasti anche Coldiretti e Alma, che sottolineano il ruolo nella difesa dei prodotti DOP e IG.
Impatti economici e culturali
Il settore agroalimentare italiano, che genera 55 miliardi di export annui, guadagna un ulteriore scudo contro contraffazioni . Il turismo enogastronomico, già al 10% del PIL, potrebbe esplodere: “Un boost per regioni come Sicilia e Campania”, prevede un portavoce di Confagricoltura . Media globali come BBC e Reuters celebrano: “La nonna aveva ragione” .
Ma non mancano voci critiche. Alcuni chef temono banalizzazioni turistiche: “Rischiamo il mordi-e-fuggi, serve tutela reale della qualità”
Prospettive future
Questo sigillo impone allo Stato impegni concreti: educazione alimentare nelle scuole, difesa della biodiversità, contrasto alla cucina industriale. La sfida è tramandare ai giovani un patrimonio che unisce famiglie e territori, da nord a sud . L’Italia, con 65 elementi UNESCO, rafforza il primato culturale mondiale

