Nel Settecento, il periodo del rococo’, le arti e la moda subiscono un cambiamento.
Il nuovo clima culturale che si respira fa sì che si affermi una moda raffinata.
La rigidita’ della moda precedente viene sostituita da un modo di abbigliarsi più ingentilito e meno austero, più sensuale e frivolo.
Parigi diffonde i dettami di questa moda nelle varie citta’ europee e Venezia ne adotta lo stile.
Venezia rispetto a Parigi ha un gusto più raffinato, le stranezze e le curiosità della citta’ francese non vengono adottate.
Prevale l’eleganza che viene sfoggiata nelle grandi occasioni mondane e durante il Carnevale veneziano.
Damine vezzose passeggiano leggiadre per la citta’ di Venezia…. e la sensualita’ fa da padrona…
La donna e’ valorizzata indossando un abbigliamento con tessuti leggeri e con colori chiari e pastello.
Vi è una maggiore comodita’negli abiti, l’andrienne, chiamato andriè a Venezia, scende dalle spalle e si allarga in uno strascico.
Movimenti più comodi negli abiti che fino ad allora erano stati rigidi sono la caratteristica nei primi anni del ‘700.
Corpetti attillati presentano ampie scollature e merletti (lavorati a Burano) spuntano dalle maniche.
Le gonne sono gonfie ai fianchi con l’ausilio dei paniers, scomodi per sedersi ma belli da mostrare.
Il tutto e’ completato da accessori: guantini, scarpe, ventagli, borsette, raffinati elementi di decorazione.
Lo zendale e’ un altro elemento nuovo dell’epoca, una sciarpa di merletto o seta, solitamente nera. Parte da una struttura metallica situata in testa, ricoprendola, e viene incrociata in vita e annodata con una cintura.
Donne civettuole seducono con uno o più nei posticci, posizionati sotto l’occhio o più sensuali, vicino le labbra…
Anche gli uomini subiscono il fascino del cambiamento nell’abbigliamento dell’epoca e diventano seduttori irresistibili… dei veri eleganti Casanova!
Agli abiti di ispirazione militaresca del ‘500-‘600 si sostituiscono forme più ingentilite e raffinate.
Pizzi e ricami spuntano negli abiti maschili: la marsina, in veneziano la velada.
Sotto la marsina c’e’ la camisiola ovvero la camicia, e le braghesse cioè i calzoni corti e chiusi fino al ginocchio.
Scarpe con fibbia e calze in seta attillate completano il look settecentesco.
Sono accompagnate da un copricapo, Il tricorno, in velluto o feltro nero.
Un ampio mantello, il tabarro, in lana o seta, completa il look ed e’ indossato nelle giornate più fredde.
Alla fine del Settecento il costume si modifichera’ in relazione alla rivoluzione industriale e al cambiamento culturale determinato dal progresso.
La moda arrivera’ dall’Inghilterra e il ceto medio ne diffondera’ i dettami.
La necessita’ di un abbigliamento più pratico semplifichera’ la vita quotidiana delle persone.
Nell’abbigliamento maschile la marsina sara’ sostituita dal frac, senza ricami e merletti, la sottomarsina prendera’ il nome di gilet e i pantaloni si allungheranno.
Il tricorno diventera’ feluca (cappello a due punte).
Gli abiti delle donne diventeranno più semplici meno strutturati e cambieranno i colori.
A palazzo Mocenigo a Venezia,(Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume), dove mi sono recata recentemente, sono ospitate ricche collezioni di tessuti, costumi e moda.
Gli abiti ed accessori sono di provenienza veneziana e sono realizzati in tessuti preziosi.
Ricami e merletti testimoniano come gli artigiani dell’epoca lavoravano e contribuivano a rendere unici, abiti che esprimevano l’eleganza che rese Venezia la capitale della raffinatezza.
I costumi sono conservati nei magazzini del museo,ma si possono visitare su prenotazione perche’ i nuovi allestimenti non consentono esposizioni complete.
A settembre 2017 saranno esposti in mostra abiti e tessuti.
E’ invece in mostra permanente la storia del profumo, una mostra multisensoriale molto interessante!



