L’orecchio assoluto è considerato un dono che va coltivato. Non tutti ce l’hanno e chi ne è in possesso ha un vantaggio enorme rispetto agli altri studenti di musica.
Si dice che solo circa l’1% dei musicisti ha questo dono; anche se alcuni, allenandosi, col tempo riescono poi a svilupparlo. Mozart, Beethoven, Verdi, Evans, Sinatra e molti grandi del passato avevano l’orecchio assoluto.
L’orecchio assoluto e il saper fare improvvisazione sono strettamente legati tra loro.
L’improvvisazione, infatti, in musica è un’attività spontanea e immediata, durante la quale gli esecutori producono suoni senza seguire uno spartito. Può essere libera, cioè priva di qualsiasi regola, o su schema, cioè eseguita sulla base di regole. L’improvvisazione jazz è un tipico esempio di improvvisazione su schema, in cui gli esecutori fissano determinate regole strutturali, e scelgono un brano standard come punto di partenza per elaborare sul momento alcune variazioni, questi brani presi come base possono anche essere modificati a tal punto da risultare quasi irriconoscibili.
L’idea di improvvisazione risale ad epoche molto antiche. È praticamente certo che fosse una pratica molto presente e, forse all’inizio, costituisse la parte dominante dell’esecuzione musicale. Infatti alcune forme musicali classiche sono basate proprio sull’improvvisazione: come i preludi, le toccate, le fantasie o le fughe.
Molti grandi clavicembalisti e organisti dal XVI secolo fino al XVIII secolo furono maestri dell’arte dell’improvvisazione, come Johann Sebastian Bach. Non era raro assistere anche a gare d’improvvisazione. Ludwig van Beethoven partecipava a serate in cui si tenevano gare d’improvvisazione.
Dal 1800 in poi nella musica classica moderna l’improvvisazione è venuta ad essere considerata secondaria e meno importante rispetto alla fedeltà di quanto scritto sulle partiture. Mentre in seguito, nella tradizione jazzistica questa visione viene completamente stravolta: gli spartiti vengono messi in secondo piano e l’aspetto che dona il senso ad un’esecuzione, è la sensibilità del musicista che improvvisa la sua “creazione estemporanea“.
Un semplice test da poter fare a casa per capire se si ha l’orecchio assoluto è di far suonare una nota su uno strumento qualsiasi e riconoscere di che nota si tratta, oppure prova a scaricare qualche programma di ear-training e cerca di riconoscere le note; se riesci a riconoscerle tutte con facilità, compresi diesis o bemolli, hai l’orecchio assoluto!
Un altro esercizio per l’improvvisazione, invece, è prendere un brano già fatto e suonarci o cantarci qualcosa di diverso sopra (come fanno i grandi jazzisti), producendo accordi e variazioni tali da risuonare perfettamente insieme, creando nel complesso qualcosa di straordinario e solo tuo!


