La celebre commedia di Eduardo Scarpetta, rivista, diretta ed interpretata dal bravissimo Pietro Romano, è in scena fino al 27 novembre prossimo al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma e sta mietendo un clamoroso e certamente previsto successo vuoi per la grande interpretazione dello stesso Romano vuoi per quella di tutti gli altri personaggi che ruotano intorno alla vicenda che vede come protagonista una delle più note maschere di Scarpetta, Felice Sciosciammocca.
La commedia viene rivisitata in dialetto romanesco ma nulla viene tolto al mordente della storia che descrive le peripezie del nobile Eugenio per conquistare la mano della bella Gemma, figlia di un cuoco arricchito; il nobile è ostacolato dal padre apparentemente perché Gemma non è di origini nobiliari ma, in effetti, anch’egli è innamorato della giovane.
Per raggiungere lo scopo Eugenio si rivolge ad uno spiantatissimo personaggio, Felice, e ad un altro personaggio anch’egli sconquassato, Pasquale; Felice è magistralmente interpretato da Pietro Romano che, con una interminabile serie di comiche e di mimiche che vanno dal patetico allo struggente, dal drammatico all’incredibile, dà la sua personalissimi impronta, da vero maestro, alla commedia che è stata anche oggetto di un’altra grande interpretazione di Totò nella versione cinematografica del lavoro di Scarpetta.
La lunga serie di personaggi che popolano la scena dà vita allo svolgimento di una storia ricca di colpi di scena, di improvvise gags, di scaltre trovate per apparire quelli che in effetti i personaggi non sono: poveri arrampicatori che difficilmente sbarcano il lunario e la giornata spacciandosi goffamente per ricchi, ed autorevoli nobili: un Pierino ( Mario Todisco ) estremamente comico e delicatamente raffinato negli atteggiamenti e nelle espressioni, una bravissima Marina Vitolo nella parte di Bruttia ed un’altrettanto grande Beatrice Proietti nei panni di Pupetta, oltre che ad Edoardo Camponeschi nel ruolo di Eugenio affiancati da Valentino fanelli nella doppia parte di Appio e di Giovanni, da Eleonora Manzi ( Gemma, la desiderata di Eugenio e del padre marchese Favetti, da Francesca La sal ( Rosa ) ed anche da Mirko Susanna che interpreta un simpatico e prorompente Bamba.
Il lavoro di riscrittura di Pietro Romano e la sua direzione fa risultare la commedia piena di una sincera comicità e di una raffinata eleganza interpretativa grazie all’opera che egli ha ideato e prodotto, un lavoro di mixaggio tra due grandi dialetti, ognuno caratteristico di per se, il napoletano ed il romano, dialetti che Pietro sa intrinsecamente recitare avendoli evidentemente assimilati nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera.


