
La vicenda, triste e sconvolgente nel suo epilogo, vede impegnata una madre di famiglia che, saputo della gravidanza della figlia, tenta di porre rimedio con il suo forte ed autoritario carattere alla situazione: vuole fare in modo che la ragazza sposi il suo fidanzato e per ottenere il risultato ricorre a tutta la sua determinatezza, alla sua forza di carattere, alle minacce nemmeno tanto velate verso la famiglia del probabile sposo, che nega ogni responsabilità.

I personaggi: Gianna, la madre, che come una lupa difende l’onore della famiglia; il padre, figura ambigua sia negli atteggiamenti che nella apparente dolcezza che vorrebbe dimostrare, il figlio maschio arrabbiato con la sorella che definisce “ puttana “ perché disonora lui verso gli amici e la famiglia verso il mondo; la figlia, muta ed incinta, che esprime a gesti il suo grande disagio per il terribile segreto che alla fine sarà rivelato.
Tutti, però, tesi a nascondere l’accaduto con una recitazione fluida, ben dosata ed accattivante, in grado di farsi seguire agevolmente sia per la sua qualità che per l’indubbio pathos che ingenera la vicenda, con una semplicità ed una forza di convincimento non comune in grado di evidenziare le caratteristiche di ognuno dei personaggi; il tutto in un contesto scenico semplice ma estremamente significativo all’interno del quale i colpi di fucile che si sentono esplodere suonano ognuno come una sentenza.

Da evidenziare, ancora, la capacità espressiva di una eccezionale Elena Russo che sa interpretare i suoi ruoli di madre accentratrice della famiglia della quale è capo indiscusso nonché quello di donna che, delusa nelle sue aspettative, riesce a virare il suo carattere adattandosi ai panni di donna fragile e di madre estremamente dolce; ruolo altamente drammatico il suo e veramente ben portato.
Infine, un accenno alla regia: sapiente ed in grado di interpretare la volontà dell’autore che ben ha descritto ogni passaggio della tragedia passando dalla semplice descrizione di un avvenimento al dramma che ne deriva, dalla generazione di un’attesa al rovesciamento degli atteggiamenti della protagonista che vanno dal burbero al quasi comico nello svolgersi della storia, ruvida ed interessante come la sua trasposizione scenica ed interpretativa.
Fin da bambina una promessa
Fin da bambina una promessa Quando nasce un tale talento ringrazi il cielo di uscire almeno per un attimo...
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