21 gennaio 2026 – Se n’è andato l’ultimo vero imperatore della moda italiana. Valentino Garavani, leggendario stilista di Voghera, ci ha lasciati lunedì 19 gennaio all’età di 93 anni nella sua dimora romana, circondato dall’affetto dei più cari.
L’annuncio ha scosso il mondo della couture, da Roma a New York, dove il suo “Rosso Valentino” ha illuminato red carpet e cuori di generazioni.
Nato l’11 maggio 1932 in una famiglia della piccola borghesia pavese, Valentino cresce con la passione per il disegno e la bellezza.
A sedici anni fugge a Parigi, la capitale del sogno, dove si forma negli atelier di giganti come Jean Desès, Guy Laroche e Cristobal Balenciaga.
Rientrato in Italia nel 1959, apre il suo primo atelier in Via Condotti a Roma, finanziato dal padre. È l’inizio di una favola: nel 1962 il debutto a Pitti Uomo a Firenze è un trionfo, con la critica di Vogue che lo acclama. La “Collezione Bianca” del 1967 gli vale il Neiman Marcus Award, sigillo d’oro dall’America.
Ma è il rosso a fare la storia.
Quel Valentino Red, inventato per caso ma eterno, diventa sinonimo di eleganza assoluta.
Veste Jacqueline Kennedy nell’abito da sposa per Onassis nel 1968, Elizabeth Taylor, le dive di Hollywood come Audrey Hepburn e Julia Roberts. Le sue linee prêt-à-porter negli anni ’70 democratizzano il lusso; i profumi dal 1991 conquistano profumerie globali.
Ritiratosi nel 2007 dopo 45 anni di passerelle, lascia un impero passato di mano in mano – da Marzotto a Mayhoola del Qatar – valutato miliardi. La sua vita privata, discreta, ruota attorno a Giancarlo Giammetti, compagno e socio inseparabile, e amici fedeli come Carlos Souza.
La perdita è immensa. Senza eredi diretti, il suo patrimonio – ville in tutto il mondo, yacht, una collezione d’arte inestimabile – va a chi gli è stato vicino: Giammetti, il nipote Oscar, fidati collaboratori. Proprio quest’anno, la Fondazione Garavani-Giammetti ha aperto al pubblico tesori mai visti, simbolo di un’eredità che vivrà oltre la sua scomparsa. Oggi e domani, camera ardente a PM23 in Piazza Mignanelli 23 a Roma; venerdì 23, il funerale nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove Roma dirà addio al suo re.
Valentino non disegnava abiti: creava emozioni, sogni italiani esportati nel mondo. In un’epoca di fast fashion, resta l’icona di un lusso eterno, poetico, inimitabile.
Ciao, Valentino. Il tuo rosso illumina ancora.


