Addentrandosi nell’area Tiburtina si incontra la città di Tivoli, l’antica Tibur, famosa per le sue ville romane Adriana e Gregoriana e la rinascimentale Villa D’Este.
Dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, la villa è “….una delle testimonianze più significative e complete della cultura del Rinascimento, un esempio incomparabile di giardino italiano…”.
Nel 1550 il cardinale Ippolito II D’Este, secondogenito di Alfonso I duca di Ferrara e di Lucrezia Borgia (figlia del papa Alessandro VI), fece il suo ingresso trionfale nella città come governatore. Il “papa mancato”, nello stesso anno, iniziò i grandi lavori per la costruzione della villa tiburtina. Il progetto della maestosa residenza fu affidato a Pirro Ligorio che curò in modo particolare il complesso giardino.
Ligorio effettuò indagini accurate e ricognizioni nel sito archeologico di Villa Adriana e, in seguito agli scavi sistematici, vennero alla luce molte delle strutture architettoniche. In particolare, la ricchezza di fontane e ninfei che caratterizzavano il complesso furono alla base della progettazione e realizzazione dello splendido giardino di Villa D’Este.
Ligorio si avvalse della collaborazione di artisti della scuola romana manierista quali Girolamo Muziano, Federico Zuccari e Livio Agresti che eseguirono le decorazioni pittoriche delle sale del palazzo.
Il complesso è rinomato per la presenza di numerosissime fontane. Tra le più scenografiche ricordiamo: le Cento Fontane decorate da aquile, gigli, navi e obelischi; la Fontana dell’Ovato, definita nella Descrittione come “la principalissima di tutte le fontane di questo giardino, et forse di tutta Italia”; la Fontana dell’Organo, una delle meraviglie della villa resa celebre dal meccanismo idraulico in essa inserito che azionato dall’acqua riproduce armonie musicali.
Il giardino “delle meraviglie” o giardino “all’italiana”, con un’estensione di circa 4 ettari e l’enorme concentrazione di fontane, ninfei, grotte e i molteplici giochi d’acqua continua oggi, come allora, ad esercitare sul visitatore un incredibile fascino.

