Secondo un’analisi sempre più condivisa anche in ambito accademico, il vero limite del sistema universitario tradizionale non è la difficoltà dei contenuti, ma l’inadeguatezza del modello rispetto alla società contemporanea.
È una tesi che lo scrivente, collaboratore del gruppo Multiversity ha più volte richiamato nel suo lavoro:
la maggioranza delle carriere universitarie interrotte non si interrompe per incapacità, ma per incompatibilità strutturale tra università e vita reale.
Turn over lavorativi, precarietà, trasferimenti, responsabilità familiari, tempi asincroni: pretendere che lo studente di oggi viva come quello degli anni ’80 è una finzione che il sistema continua a pagare in termini di abbandoni.
Il dato è semplice:
molti iniziano, pochi finiscono.
E questo non è un fallimento individuale, ma sistemico.
L’università non deve selezionare per resistenza, ma formare per competenza
Uno dei punti centrali dell’impostazione sostenuta dal prof. Giacomantonio è che l’università non può più basarsi su un’idea “resistenziale” dello studio, in cui sopravvive solo chi riesce a incastrare tutto sacrificando il resto.
La funzione dell’università è formare competenze, non testare la capacità di sopportare disfunzioni organizzative.
Da qui nasce la logica del polo ECP e, più in generale, dell’ecosistema del Gruppo Multiversity:
un’università che si adatta allo studente, non il contrario.
La didattica digitale come infrastruttura, non come scorciatoia
Un errore frequente è pensare che l’università telematica sia una “via breve”.
In realtà, come sottolineato anche da Giacomantonio, è una via diversa, fondata su tre pilastri:
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Continuità didattica: lezioni sempre disponibili, senza dipendere da orari o presenze fisiche.
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Responsabilizzazione dello studente: chi studia online non è assistito, ma autonomo. E questo è un valore anche per il mondo del lavoro.
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Razionalità del percorso: riconoscimento degli esami già sostenuti, abbattimento delle ripetizioni inutili, coerenza tra obiettivi e valutazione.
In questo quadro operano gli atenei del gruppo:
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Università Telematica Pegaso, orientata a percorsi giuridici, economici e umanistici;
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Università Mercatorum, con un focus diretto su impresa, innovazione e mondo produttivo;
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Università San Raffaele Roma, specializzata nelle scienze della salute e del benessere.
Tutti con titoli riconosciuti dal MUR, pienamente validi e ormai sdoganati anche culturalmente.
Cambiare università non è un fallimento. È una scelta strategica.
Un altro punto chiave dell’approccio di Giacomantonio è il ribaltamento dello stigma:
cambiare università non significa “non farcela”, ma riconoscere che il contesto iniziale non era adeguato.
Nel mondo del lavoro cambiare azienda è normale.
Nel mondo accademico, per troppo tempo, è stato vissuto come una colpa.
Oggi non lo è più.
Per migliaia di studenti che avevano lasciato esami sospesi, carriere congelate, sogni accantonati, il modello Multiversity rappresenta non una scorciatoia, ma una seconda possibilità strutturata.
La vera domanda non è “se è più facile”
La vera domanda è: è finalmente possibile?
E per molti, la risposta è sì.
Contattaci subito per trovare la soluzione più adeguata per te!
L’iscrizione standard non ti garantisce l’assistenza che meriti, affidati quindi al nostro polo didattico!
Per informazioni personalizzate su cambio di ateneo, riconoscimento degli esami già sostenuti e percorsi disponibili nel Gruppo Multiversity, puoi contattare direttamente il polo ECP.
Una consulenza gratuita non ti vincola a nulla,
ma può chiarirti che riprendere in mano la tua laurea è finalmente possibile.
