- Non sentirsi e fluttuare nel nulla
Non c’è peggiore sensazione che guardarsi dentro e trovarsi vuoto.
Capisci fino in fondo che sei prigioniero di una strana malinconia che ti bacia in fronte.
Una matrigna infidamente accogliente che ti promette Il mondo e poi ti chiude nelle segrete di una torre di avorio.
Adesso lo sai sei l’essere più complicato sulla faccia della terra.
E perciò gridi tutta la tua rabbia contro la tua imbecillità perchè hai finalmente la consapevolezza di essere Il sicario di te stesso.
Hai passato tutta la giovinezza nella presunzione e nell’arroganza di essere Il migliore l’amico Fritz della situazione.
Sei stato solo un deficiente qualunque I cui fili sporchi di sangue venivano mossi da quel puparo che ha venduto l’anima al primo Mefisto in bluejeans.
Allora Che fare?
Raggomitolarsi nell’angolo più buio di un io ferito a morte e tentare discappare dalle Verità più scomode.
Correre come schegge impazzite in quel labirinto di rovi dove ti vuoi autopunire per cercare una sorta di purificazione .
Ti ostini a cercare un MIRACOLO che ti regali finalmente quel mazzo di chiavi in grado di aprire Il portone della FELICITÀ.
Ma no quella nebbia vestita di buio boicotta ogni nostra speranza e ci costringe all’immobilità perpetua.
Restiamo quindi in un pantano di nostalgie e alziamo bandiera Bianca.
Continuiamo a muoverci come pedine in balia del CASO.
Lottiamo contro l’orco di turno con la speranza di trovare la via di uscita da quel labirinto di rovi.
Abbiamo paura di restare rinchiusi nel nulla ci sentiamo sempre sotto pressione.
Come se dovessimo dimostrare al mondo di essere meritevoli di esistere.
La verità è un’altra noi siamo sempre sul chi va là. Viviamo su una specie di graticola sempre pronta ad aprirsi sotto i nostri piedi.
Siamo sempre sull’orlo di un ipotetico precipizio




