Un sovrano malinconicamente illuminato schiacciato dalla sua diversità
Un uomo colto educato e soprattutto molto raffinato; cugino prediletto di Sissy la giovane imperatrice.
Meravigliosi I suoi numerosi castelli sparsi per tutta la Baviera.
Grandioso il suo impegno per l”acculturamento del suo popolo e della sua stessa Corte.
Aveva predisposto grande studio e grande cura nei confronti di arti quali la musica la letteratura e la filosofia.
Eppure, nonostante gran parte della popolazione Bavarese lo adorava nella sua lucida follia; uno spicchio di aristocrazia lo detestava apertamente per la sua diversità e per il suo imbarazzante essere al di sopra delle righe.
Infatti molti sono gli aneddoti relativi a questo sovrano dell’ottocento Teutonico, alcuni documentabili, altri fantascientifici.
Si dice che Ludwig von Bayern in piena pubertà amasse legare il fratello ad una sedia e gli imponesse l’obbligo di riconoscere il suo legittimo ruolo di regnante.
Indimenticabili nell’immaginario collettivo le sue barche a forma di cigno con le quali amava scivolare sulle chiare e limpide acque cristalline di quei laghetti sotterranei.
Ma questo sovrano non è di certo stato un fenomeno da baraccone; lui è stato semplicemente un ‘anima complessa di un Romanticismo pronunciato.
Ha incarnato l’anima malinconica di un perdente annunciato che si è visto destabilizzare dalla paura di dover ammettere scomode verità.
Lui è regnante illuminato ed essere fragile ed indifeso figlio di una filosofia di un Schopenhauer imperante.
Nessuno tra la sua affettata corte gli ha perdonato la sua pazzia à la mode di Nerone; un Nerone meno teatrale e più autoreferenziale che non brama successo e fama per diritto divino. Egli vuole solamente essere libero di esistere secondo la sua vera natura.
La sua più grande colpa è stata quella di quel tenero e fastidioso legame con il giovane musicista Richard Wagner.
Una storia folle, intensa ma soprattutto distruttiva che portò alla morte cruenta del giovane monarca.
Suicidio o omicidio?


