Anonymous è una forma di attivismo online identificabile in un gruppo o anche in singoli individui coordinati per perseguire un unico obiettivo concordato. Spesso questi manifestanti vengono assimilati agli hacker, esperti di reti informatiche con lo scopo di rubare informazioni personali o password. Sostanzialmente è così, ma gli attivisti di Anonymous utilizzano quei dati per lotte sociali e per il bene comune. Questo fenomeno nacque nel 2003 per combattere le ingiustizie dei poteri forti attraverso la pubblicazione di immagini e informazioni in anonimato, agendo come “una coscienza condivisa”. Il loro simbolo è un uomo con un punto interrogativo al posto della testa:

Hanno organizzato attacchi all’Enel, contro il governo tunisino, la Polizia di Stato e molte altre organizzazioni denunciandone i crimini umani, quelli che i giornali tacciono, portando una voce di verità e di sdegno nei loro confronti (ad esempio l’ Enel aveva assoldato dei mercenari per occupare i villaggi del Guatemala per costruirci impianti idroelettrici).
Dopo l’attacco del 14 luglio, Anonymous ha pubblicato un video in cui un individuo mascherato con la celebre figura di V per Vendetta, annuncia che saranno ispezionati milioni di file per scovare gli attentatori e chi li arruola, invitando tutti coloro che sappiano muoversi in rete a unirsi alla loro battaglia contro “chi vuole toglierci la libertà”. Dopo gli attentati di Parigi, furono 20mila gli account di Twitter usati per il reclutamento che Anonymous riuscì a disattivare. Questo tipo di battaglia informatica è fondamentale per riuscire ad arginare, se non debellare, il fenomeno dei “foreign fighters“, contro i quali le armi tradizionali sarebbero del tutto inutili. Per questi motivi è semplicemente ridicolo pensare che dichiarando guerra alla Siria si riuscirà a fermare il terrorismo jihadista perchè ormai è la rete il principale veicolo di idee e di pensieri.

