Incongruenze all’italiana la stupidità al potere
Due donne due muse nelle loro arti peculiari che hanno dato tutto al loro pubblico e al loro Paese
Eppure alla fine sono state scaricate e bidonate senza complimenti.
Il solito vizio al pomodoro spremere la gallina dalle uova d’oro fino a quando ti fa il brodo buono e poi quando il brodo puzza tirarle il collo.
E queste due icone ne sono esempio lampante di questa usanza barbara.
La Silvana nazionale ha regalato al cinema italico fior fior di pellicole spaziando dalla commedia al dramma passando per la comicità.
Ha anche impreziosito il piccolo schermo con piccoli camei e ruoli da protagonista Che hanno decisamente lasciato il segno.
Dotata di acume e di spigolosa intelligenza è stata in grado di vivere una vita alla massima potenza .
Ma quando in tarda età ha cominciato a bastonare tutto e tutti l’arrogante Amatriciana City se l’è legata al dito aditandola come una rimbambita qualunque.
E quando è morta Mister Quirinale è stato zitto e Il cinema italiano brava gente ha disertato le Sue esequie.
E che dire di Milva? Povera lei suo malgrado sottoposta indegnamente a sua Maestà la Zebra a pois.
Amata dal suo pubblico ma snobbata dal Paese.
Paese ignorante che la segregava in quelle canzonette artificiali e banali da festa dell’unità salsiccia e fiaschetta.
Una donna così intelligente da farsi da sola senza essere carta igenica di nessun sedere altolocato.
Perfino la sua sinistra non è stata mai sincera fino in fondo con lei.
Alieva modello per preparazione e per indole di un Sthreller estasiato con il Maestro creò un connubbio esaltante.
Nobilitò la poesie di Franco Battiato e Il teatro di Berthold Brecht rendendo meravigliosa e indimenticabile ogni sua interpretazione.
Cantò in modo sublime Marlen Dietrich.
Se per ltalia lei era sempre nella filanda peggio della Berta; la Germania la cullava la venerava e soprattutto la premiava.
Milva era di certo più tedesca che Italiana!





