Il carrozzone l’ultimo viaggio in un trionfo silenzioso
Una melodia che tocca le corde più profonde di un messaggio Che non ha tempo e spazio.
Sicuramente uno dei più struggenti lavori di Renato Zero.
In origine doveva essere cantata da Gabriella Ferri poi non se ne fece più niente.
È una ballata di un romanticismo estremo che si scioglie in una poesia che racconta la bellezza della vita la necessità di viverla fino in fondo ed infine il distacco da essa.
È come se l’esistenza umana fosse uno spregiudicato ma affascinante spettacolo itinerante.
Spettacolo itinerante in cui l’uomo è un pò clown e un pò mignotta.
E quando il pubblico si fa desiderare e gli applausi si fanno meno intensi la Signora con la falce arriva ci fa l’occhietto e la clessidra comincia a correre all’impazzata.
Così Il corteo si muove lentamente e con esso si trascinano affaticati fanti sovrani e buffoni di Corte.
Ed intanto la vita se ne va in quel buio sublime dove la luce avvolgerà la nuova entità.
È un cammino intenso metafisico e soprattutto impalpabile.
Corteo silenzioso e rispettoso che si trascina a passi tardi e lenti lasciando ogni cosa in in balia del destino.
Destino beffardo Che diventerà una sorta di giudice supremo che lanciando I dadi in.aria sarà artefice del poi.
Un poi assoluto che andrà ad ntaccare tutto l’apparato dei contenuti più importanti
È questa una canzone che per temi e contenuti assomiglia molto ad un altro pezzo Migliare della nostra storia Musicale.
Si tratta della Canzone di marinella.dell’ immenso De Andre.
Una ninna nanna malinconica e tenera che parla di un ricongiungimento mistico tra uomo e Cielo.





