
Arrigo Boito fu assolutamente un grandioso compositore di libretti per opere teatrali.
Il suo più famoso lavoro fu senza ombra di dubbio il libretto dedicato alla figura di Mefistofele.
La narrazione inizia in cielo quando Mefistofele sfida Dio in una curiosa scommessa ovvero far capitolare Faust nelle sue grinfie.
Il demonio non ci pensa neppure un momento e comincia la sua perversa macchinazione.
Faust incontra Mefistofele e cade con tutte le scarpe nella sua becera ragnatela.
Lui diventa giovane bello e piacevole all’occhio femminile.
Innamorato pazzo di Margherita la seduce con tutte le armi in suo possesso e vi riesce.
IL demonio invece giocherà con Marta l’amica di lei.
Mefistofele porterà sul Monte Brocken Faust per assistere al Sabba delle streghe.
Intanto Margherita verrà condotta in prigione accusata di aver ucciso la madre con il veleno.
Impazzita dal dolore morirà cercando il perdono di Dio.
Una volta ottenuto Questo verrà presa da un gruppo di angeli e accompagnata in cielo.
Intanto Il diavolo tentatore porterà Faust al Sabba classico dove per un tempo determinato è al cospetto della bellezza stratosferica della Regina di Troia Elena.
Ma ora Faust non ne può davvero più è stanco è sfiduciato.
Si sente solo e nudo senza Dio.
Perciò si rifugia nella Bibbia e come la sua Margherita cerca il perdono di Dio.
Lo ottiene e una schiera di cherubini lo prelevano e lo riportano davanti agli occhi benevoli di Dio.
Mefistofele è vinto e precipiterà senza pietà agli inferi.
Boito collaborerà più volte con Giuseppe Verdi.




