Aujourd’hui maman est morte et voilà Camus
Lo straniero è opera a mio avviso di indiscutibile bellezza per pathos e sceneggiatura.
Si apre con un incip en tranchant…
Aujourd’hui maman est morte !
Parole crude di una freddezza che ti lascia Il cuore colmo di Tristezza .
Malinconia Che ti attanaglia per tutta la prima parte di questo romanzo mignon.
Un figlio ha perso la madre e va al funerale come se andasse in ufficio con lo stesso trasporto emotivo.
Niente lacrime niente domande niente emozioni.
Un freddo robot in un corteo di nullità ed indifferenza.
Poi tolto il dente tolto il dolore.
Si torna al lavoro nella più bieca incomunicabilità ed insoddisfazione.
Poi il fattaccio sulla spiaggia in quel di Algeri l’uccisione di un uomo per motivi futili.
Va da se che al protagonista non frega assolutamente nulla del processo dell’opinione pubblica e DI quello che sarà DI lui.
Lui è sceso dal mondo lui basta a se stesso.
Naturalmente verrà condannato a morte.
Mentre si trova in cella ad aspettare stoicamente il suo amaro destino il suo punto di vista avrà una piccola scossa.
Riceverà dunque la visita di un prete che cercherà di consolarlo invano.
Anticlericale di professione tratterà in malo modo l’uomo di Chiesa ma per la prima si accorgerà sulla sua pelle di essere indifferente al mondo.





