Douglas Costa sputa a Di Francesco, vergogna all’Allianz Stadium

L'orribile gesto dello juventino, a partita praticamente conclusa, risulta inspiegabile ai più

L’Italia calcistica, indipendentemente dalla squadra di appartenenza (si spera), si è fermata a condannare l’orribile gesto di .

I fatti

Il talento juventino, subentrato contro il Sassuolo, si rende protagonista di una spiacevole vicenda. In pieno recupero, a partita chiusa a più mandate, l’11 bianconero sferra prima una gomitata discutibile, per la quale rimedia un giallo; dulcis in fundo, dopo un intenso battibecco con Di Francesco, sputa all’attaccante neroverde. Quasi immediato l’intervento del Var, che segnala il gesto vergognoso all’arbitro Chiffi: Douglas Costa viene espulso all’istante.

Il gesto dello juventino, estrapolato dal match, risulta inspiegabile. Diverse ipotesi sono state avanzate riguardo ad eventuali insulti, ma restano, per ora, soltanto ipotesi non verificate.

Eventuale pena

Il regolamento parla chiaro: sono previste 3 giornate di squalifica per condotta violenta, in cui rientra anche lo sputo. Grande punto interrogativo, che sarà sciolto solo dal procuratore, è questo: verranno considerati violenti entrambi i comportamenti, con quindi 6 giornate di squalifica? Solo lo sputo, quindi 3? O la sentenza spiazzerà di nuovo, decidendo di punire maggiormente l’evidente matrice dispregiativa di uno sputo?

Le scuse

Douglas Costa non ha fatto mancare le sue scuse (ai suoi compagni e ai tifosi, NON a Di Francesco). Scrive in un post su Instagram: “Vorrei scusarmi con tutti i fan della Juventus per questa reazione fuorviante nel gioco di oggi. Mi scuso anche con i miei compagni di squadra, che sono sempre con me nei momenti belli e cattivi.” Intanto, la Procura ha richiesto la prova tv, che potrebbe così sanzionare anche i comportamenti precedenti (gomitata).

Illustri precedenti

Nostro malgrado, comportamenti simili non sono per niente nuovi al grande . Il più celebre resta senza dubbio quello di Totti verso Poulsen, negli Europei del 2004; non meno noti, il battibecco tra un giovane Sinisa Mihajlovic (mai portato l’aureola, nè da giocatore nè da allenatore) e Adrian Mutu, oppure la violenta litigata tra Zago e Simeone (altro beatificato) in un derby della Capitale.

Insulti o meno, litigate o meno, lo sputo è un orribile gesto di disprezzo puro che non va accettato nè giustificato, anzi condannato tout court. Alla Procura l’ardua sentenza.


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