“Imitatation of Love” – Officine Papage e Cuocolo/Bosetti per la prima volta insieme

A Larderello (Pomarance – PI) presso il Teatro Cinema Florentia venerdì 15 febbraio ( ore 19.30 e ore 21.30) è in scena lo spettacolo “IMITATION OF LOVE”.

Testo e regia Renato Cuocolo e Roberta Bosetti
Con Roberta Bosetti, Renato Cuocolo, Marco Pasquinucci, Livio Ghisio, Annalisa Canetto
Scene Filippo Grandi
Luci Monica Bosso
Produzione Officine Papage

Una performance in 10 round. Un testo nuovo, un’idea di teatro che Renato Cuocolo, RobertaBosetti e Officine Papage hanno sviluppato per questo primo lavoro insieme. In Imitation of Love la struttura portante sono lettere al padre e alla madre, mai giunte a destinazione. Una confessione spietata che nasce da un grande senso di colpa. Quello che viene qui messo in scena è un vero e proprio conflitto: uno scontro tra generazioni ambientato su un ring metaforico e reale al contempo abitato da persone/personaggi che della storia sono i testimoni.

 

Quello su cui si muovono gli interpreti diventa un salotto allargato – una sorta di “stanza delle confessioni più intime” ospitata sul palcoscenico del teatro – in cui gli attori sono seduti accanto al pubblico e si muovono in mezzo ad esso, così come fa il cane Nuvola, che Cuocolo/Bosetti e Officine Papage hanno voluto in scena in coerenza con la propria poetica, che mira a portare “più teatro nella vita e più vita nel teatro”. Questo spazio comune abbatte i confini tra scena e platea per figurare concretamente la condivisione di un destino tra esseri umani, che indipendentemente dal proprio ruolo, sempre sono figli, a volte anche padri e madri. Il legame familiare fatto di sangue –con l’immagine di locandina che non a caso rappresenta un fegato, a indicare simbolicamente la bestialità del tutto fisica, feroce, di questo rapporto – ci trasporta però anche nella sfera del sacro: nelle storie bibliche dell’antico testamento – quindi di Abramo e Isacco, di Isacco e Giacobbe – ma anche nella storia più recente seppure ancora lontana di Gesù, nel suo rapporto con Dio. Più in generale ci impone una riflessione sul mistero della fede tra credenti (figli) e un Padre Eterno che è sentito come sostegno ma allo stesso tempo genera rabbia/abbandono nei momenti di sfiducia e incomprensione, in cui la comunicazione della preghiera sembra essere insufficiente a stabilire un contatto. Il passato degli esempi di chi “prima di noi” ha affrontato lo scontro, giunge così nel presente delle nostre vite e ci lascia interrogare sulla potenza ineguagliabile di un legame che si esprime ogni volta nella sua unicità, fatta di passione tanto quanto di limiti.

 

“I miei datori di lavoro sono stati mio padre, gli amici che lottavano per farsi una posizione sono stati mio padre, mia sorella è stata mio padre, la società è stata mio padre, Dio è stato mio padre. Io vedo mio padre dappertutto.

Che cosa hanno fatto questi padri, mi domando, che cosa hanno mai fatto questi padri per condizionare così la vita dei loro figli che non è stata altro, apparentemente, che una enorme rincorsa per dar loro un calcio nel culo?

Che cosa avevano detto, quei padri, e fatto, poveretti per imprimere la propria immagine così a fondo nei loro figli maschi tanto da generare il desiderio di non somigliargli affatto, ma santiddio che cosa avevi di così mostruoso da affondare in me quell’immenso desiderio di allontanarmi da te?”

 

Il padre nemico, il padre avversario, il padre provocato, cercato, messo alla prova.

 

Giuseppe era un falegname, il figlio aveva altre ambizioni.

Il figlio si scelse un nuovo padre, che era il padre di tutti.

Un padre così vasto, è come avere nessun padre.

Il padre falegname è emarginato, da nessuna parte si vede più questo padre falegname.

Due padri invisibili, solo alla madre viene dato un ruolo.

Il figlio fa la sua nuova strada da solo, non gli sarebbe possibile con un padre conservatore alle calcagna: “Impara il mestiere, figlio mio, impara il mestiere”.

Così il figlio ripudia il padre, o perlomeno lo ignora, e fa una strada mai intrapresa prima.

Non ha paura, se non sulla fine, quando il padre che ha scelto, capisce, è solo silenzio, e lui è solo.

Prima e dopo non c’è niente, c’è un silenzio vasto come il mondo.

La vita ha bastonato i figli come i padri con la stessa costanza ma senza dare loro la capacità diessere indulgenti gli uni verso gli altri. Sei un fallito, pensano gli uni, sei un fallito, pensano gli altri, di fronte al dio silenzioso che fa fallire tutti.

 

Imitazione dell’amore è quello che viene trasmesso. Imitazione dell’amore così come il teatro è imitazione della vita. Ma se lasciamo entrare la vita nel teatro questo ne altera la natura, diventaqualcosa di diverso e necessario. Un’esperienza per gli spettatori immersi, a diretto contatto con gli attori. Un ring abitato da due boxer, un orso, un cane, una soubrette e un secondo d’angolo in cui nessuno sta al suo posto. Un affresco del complesso rapporto tra genitori e figli. Scontro tra mondi differenti apparentemente inconciliabili. Che si uniscono solo nella consapevolezza finale di non essere così diversi, di riflettersi l’uno nell’altro.

 

La comprensione trova spazio quando ci si inizia a scoprire simili nelle debolezze. In quel momento l’amore vero scatta nella misericordia del perdono: i sentimenti che hanno preceduto quest’attimo sono stati solo una “imitazione dell’amore”. La rinuncia al rancore, alla vendetta, sfocia nell’umiltà di dimenticare le colpe dell’altro per aprire uno spiraglio di luce e concedersi così la salvezza.

 

“Caro padre,

Una processione ha attraversato la strada. Era un funerale. Non era il tuo.

Il medico ti indica la lastra

– Questo è il punto. Lo vede anche lei? –

Ora sai dove abita Dio”

 

La realtà personale degli attori interferisce con lo svolgimento dello spettacolo. In questo teatro realtà e finzione si sovrappongono. Come ha scritto Leonard Radic il grande critico internazionale: “Un mondo di storie verosimili, perché ci appaiono come la somma di infinite storie che abbiamo vissuto o avremmo voluto vivere: una realtà di secondo grado, che si mostra con tutta la forza di persuasione della realtà vera. Un falso che però, a differenza di una copia, si sovrappone alla realtà ricreando e perfezionando l’originale”.

IRAA THEATRE – Renato Cuocolo e Roberta Bosetti

 

Fondata a Roma nel 1978 da Renato Cuocolo l’IRAA Theatre si è trasferita a Melbourne nel 1988 dove ha realizzato prima una serie di quattro trilogie (Theatre of Images, A Vision of the Void, The Trilogy of Water, The ExileTrilogy). A partire dal 2000 presenta InteriorSites Project che dura ancora oggi ed è composto da 13 spettacoli differenti. Con questo progetto la compagnia riceve importanti riconoscimenti internazionali e una grande attenzione critica. InteriorSites Project è presentato in ventisei nazioni di quattro continenti. La Cuocolo/Bosetti diventa la principale compagnia australiana d’innovazione ed è nominata Flag Company dall’Australia Council e da Arts Victoria. IlSydney MorningHerald la definisce come “la punta di diamante della performance contemporanea australiana”. Dal 2012 apre una sede anche in Italia, a Vercelli, dove con il contributo dell’Australia Council ed alcuni dei principali festival teatrali italiani presenta una serie di lavori nuovi e di repertorio. Vincitori di numerosi premi tra cui Unesco Awards (USA) Green Room Award, MOAward, Premio Cavour (Australia) e nel 2015 del Premio Hystrio (Italia) come miglior compagnia di innovazione, i loro spettacoli sono allestiti spesso in spazi non teatrali, case ed hotel dove vivono, o strade, gallerie d’arte, sempre esponendo lo spazio intimo e domestico allo sguardo dello spettatore-ospite alla ricerca di un’impossibile, illecita geografia dell’intimità. Basandosi sulla rielaborazione di elementi presi dalla loro vita, Cuocolo/Bosetti costruiscono una serie di spettacoli in cui realtà e finzione si sovrappongono. Il loro lavoro mette in discussione la separazione tradizionale tra attore e personaggio. È un invito a riconsiderare i limiti tra performance e realtà, tra arte e vita, finzione e autobiografia. Nel 2017 esce per l’editore Titivillus il libro, a cura di Laura BevioneInteriorSites Project. Contemporaneamente in Australia, Repubblica Ceca, Regno Unito e Stati Uniti escono svariate pubblicazione sul lavoro della compagnia.

 

Alla base del loro lavoro c’è un’idea e soprattutto una pratica di teatro riassunta in dieci punti, intitolata Il Teatro che Voglio Fare:

 

1 – Il Teatro è un’arte contaminata. Un’arte contaminata dalla vita.

(Il corpo dell’attore, il luogo fisico, la presenza dello spettatore)

2 – Il Teatro è un’arte contaminata. Un’arte contaminata dalla Morte.

Appena nata sta già morendo. Il teatro non ha una forma che resista al tempo.

3 – Il teatro è un’arte contaminata. Un’arte contaminata dal caso.

Ogni rappresentazione è per definizione incompiuta e lasciata al respiro dello spettatore. Lo spettatore è uno sconosciuto che tiene le redini del caso.

4 – Accettare la natura propria dell’arte teatrale, portarla alle estreme conseguenze mettendo più vita nel teatro e più teatro nella vita. Accettare la caducità e casualità del teatro, farne elementi centrali della creazione.

5 – La creazione non è un’idea. Vado, vengo, guardo, annuso. Quello che aspetto è il fatto significativo, spesso un piccolo fatto, che non manca mai di accadere. Tutto sta ad essere sul posto quando avviene.

6 – Partire dall’autobiografia non perché le nostre vicende personali siano così importanti ma per la consapevolezza che le nostre vite e quelle degli altri non sono poi così dissimili.

7 – Annullare la distanza tra attore e personaggio. Essere entrambe le cose. Sono un attore e interpreto me stesso.

8 – Spazio della vita e spazio del teatro, realtà e finzione si devono sovrapporre.

Per fare questo dobbiamo usare i luoghi per quello che realmente sono. Case, Strade, Teatri non sono scenografie ma trappole per la realtà.

9 – Il numero di spettatori è limitato. Lo spettatore è un ospite.

La relazione è intima e interattiva. Assistiamo al collasso della distanza. Ci troviamo immersi e contemporaneamente distanti. La situazione è iperreale.

10 – Questa simulazione mette in gioco la realtà della legge e dell’ordine. Ricerca le tracce di una alterità che rifiuta di essere totalmente addomesticata. L’effetto perturbante di ciò che non è familiare nel familiare, di ciò che c’è di non addomesticabile nella domesticità. L’ordinario diviene straordinariamente perturbante.

 

 

 

OFFICINEOFFICINE PAPAGE

 

Compagnia di Teatro professionale formata da artisti professionisti e da operatori pedagogico teatrali, Officine Papage compie la sua ricerca nel campo del Teatro di parola legato al lavoro d’attore, del Teatro fisico, del Teatro danza. L’attività del gruppo si svolge principalmente in Toscana e in Liguria, le produzioni hanno una circuitazione nazionale. La Compagnia si pone al servizio della collettività e delle sue urgenze nella scelta dei temi su cui incentrare le produzioni, oltre che per l’elaborazione di una specifica linea progettuale. Lavora in modo pragmatico per ritrovare un teatro che sia necessario, presente e vivo, nuovamente capace di accogliere e far crescere un pubblico attento, consapevole e partecipe. In quest’ottica è molto importante il lavoro sul territorio e la collaborazione con le realtà già presenti, con l’obiettivo di valorizzare lo scambio e le collaborazioni. Nel 2016 Officine Papage viene riconosciuta dalla Regione Toscana Residenza Artistica ed entra a far parte di RAT (Reste residenze artistiche toscane).

 

Dal 2010 Officine Papage è compagnia residente presso il Teatro dei Coraggiosi di Pomarance (PI) e cura, in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus, la direzione artistica della stagione teatrale invernale, molto partecipatae in attivo negli ultimi anni. All’inizio del 2016 Officine Papage diventa compagnia residente anche presso il Teatro del Ciliegio di Monterotondo Marittimo (GR) curando la direzione artistica e organizzativa della stagione teatrale.

 

Dal 2017 la compagnia è residente anche sui territori di Castelnuovo Val di Cecina (PI) e Montecatini Val di Cecina (PI), ed inizia ad utilizzare per le proprieattività altri 3 teatri (Teatro Solvay Ponteginori, Teatro Aurora e Teatro Laveria Montecatini V.C.) oltre ad una Sala Polifunzionale (La Pista Castelnuovo V.C.) Officine Papage sviluppa progetti teatrali con le scuole e il territorio; progetta rassegneestive ed eventi legati alla cultura e al teatro. Per l’attrattiva che sono riuscite finora a creare sonoda menzionare le seguenti attività: FRA TERRA E CIELO (alla sua VI edizione nel 2017) – stagioneestiva organizzata all’aperto per valorizzare il patrimonio paesaggistico dell’Alta Val di Cecina, eNUOVE TERRE (V edizione nel 2017) – rassegna di teatro organizzata nel cuore delle Cinque Terre,con il contributo della Compagnia S. Paolo (all’interno del progetto ARTISCENICHE prima e poi PERFORMINGARTS).

 

Di grande importanza il lavoro sul Teatro Sociale e di Cittadinanza, con cui Officine scopre sempre più una sua specifica identità artistica e un senso contemporaneo del teatro: una costruzione dell’arte dal basso, capillare, solida, condivisa e necessaria proprio perché in risposta ad una richiesta reale e concreta a bisogni intercettati. Per questo dal 2008 la compagnia conduce a Pomarance il progetto CITTADINIINSCENA, laboratorio aperto di teatro con i cittadini del territorio sui temi del vivere sociale come l’appartenenza, il conflitto, la verità. Prestigiosi i risultati del lavoro: Officine Papage partecipa con CittadiniInscena al Festival VolterraTeatro2010, il lavoro“Confessioni” diventa appuntamento ufficiale di VolterraTeatro2012 e spettacolo vincitore delfestival nazionale di teatro sociale MITOS di Lucca. Lo studio dell’ultimo lavoro di CittadiniInScena“Coniugazioni” partecipa VolterraTeatro 2015. Nel 2016 Officine Papage produce con il gruppo lo spettacolo “La Signora”.

 

Molto importante per la Compagnia è anche il rapporto con il TEATRO EDUCAZIONE: da anni Officine conduce corsi di Teatro Educazione nelle scuole genovesi ed è ideatrice e organizzatrice della rassegna TEGRAS di Genova, giunta ormai alla XII edizione, una delle rassegne di Teatro Educazione più grandi d’Italia, che coinvolge ogni anno oltre 40 scuole.

 

Officine Papage organizza, in collaborazione con il Comune di Genova, INTRANSITO, concorso Nazionale di Teatro under 35,progetto nell’ambito dei Piani Locali Giovani – Città Metropolitane, promossi e sostenuti dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’ANCI – Associazione Comuni Italiani.

 

 


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