Sabato al Vascello per celebrare i 300 anni della Massoneria moderna

Tutto pronto al Vascello per la grande festa del Grande Oriente d’Italia che il 24 giugno celebrerà i 300 anni della Massoneria moderna. Tantissime le richieste di accredito ricevute nelle ultime settimane e non solo da parte di massoni. Ora il pubblico si annuncia veramente numeroso.

Si parlerà di libertà ascoltando musica d’autore, per poi concludere in convivialità con le prelibatezza di Norcia, la bellissima cittadina umbra conosciuta in tutto il mondo e tristemente colpita dal terremoto. Il suo sindaco, Nicola Alemanno, sarà al Vascello il 24 giugno rinnovando, dopo la sua presenza alla Gran Loggia di Rimini, la sua amicizia con il Grande Oriente che sta partecipando alla rinascita di una comunità che non solo è cuore d’Italia ma di tutto il vecchio continente con il suo patrono San Benedetto, patrono d’Europa.

“Per una cultura della libertà” è il titolo dell’incontro che aprirà le celebrazioni alle ore 19 e che vedrà gli interventi di Eugenio Bernardini , Moderatore della Tavola Valdese,  Arturo Diaconale,  direttore del quotidiano “L’Opinione delle Libertà” e Hadeel Azeez Dhaher, pittrice profuga irachena. Seguirà il concerto “La chitarra, tra virtuosismo e poesia” di  Diego Campagna , chitarrista di fama internazionale che interpreterà brani di Fernando Sor, Andrew York, F. Moreno Torroba, R. Sainz de la Maza, A. Lauro, R. Dyens. Sarà un viaggio magico ed affascinante, tra virtuosismo e poesia, che trasporterà il pubblico tra i secoli, dal XVIII fino ai giorni nostri, attraversando l’Europa, il Nord e Sud America, esplorando la storia di uno strumento meraviglioso, toccando alcune delle più celebri e famose composizioni dedicate alla chitarra. Al termine il Gran Maestro Stefano Bisi terrà la sua allocuzione.

Il 24 giugno 1717, nel giorno di Giovanni Battista e dopo l’arrivo del Solstizio d’Estate, quattro logge massoniche si riunirono a Londra, nei pressi del sagrato della cattedrale di St. Paul, in una locanda molto popolare all’epoca chiamata The Goose & Gridiron. Fu allora che prese vita la prima forma istituzionale della Libera Muratoria. Fu l’alba di un nuovo corso per la Massoneria che, abbandonate da tempo gilde e corporazioni, si avviava a diventare fucina di spirito e conoscenza dopo aver aperto le porte dei propri templi a chi voleva apprendere nuovi saperi ed era pronto a battersi per diffondere e affermare gli ideali di libertà, fratellanza e uguaglianza, che poi furono compiutamente teorizzati dall’Illuminismo. Da quel momento la Massoneria da operativa si trasformò in speculativa e quel 24 giugno 1717 viene festeggiato in tutto il mondo. Di quello storico evento non si sono conservati gli atti, ma rimangono numerosissime attestazioni. In poco tempo ci furono tantissime adesioni e si rese necessario stabilire delle regole. La Costituzione della prima gran loggia massonica, elaborata dal reverendo James Anderson, pastore presbiteriano, fu data alle stampe il 17 gennaio 1723. Quel testo divenne un punto riferimento, e lo è ancor oggi, per tutti i massoni del mondo. La Libera Muratoria infatti si diffuse in poco tempo in tutta l’Europa e in America: Francia (1721), Olanda (1725), Spagna (1726), Russia (1732), Svezia (1735), Svizzera (1736), Polonia (1739), Austria (1742), Danimarca (1743), Norvegia (1745), Massachusetts (1735). Lo stesso avvenne anche in Italia, dove nel Settecento, grazie a influenze inglesi, francesi e tedesche fiorirono logge in gran parte della Penisola. Durante il governo napoleonico, l’attività latomistica ebbe una florida stagione e, nel giugno del 1805, Milano diventò sede del primo Grande Oriente d’Italia. Il viceré Eugenio di Beauharnais fu il primo Gran Maestro. Dopo la Restaurazione, la Massoneria si disperse e solo in poche aree geografiche, soprattutto al Sud, fu garantita la continuità delle logge che si risvegliarono con l’avvento del Risorgimento. Nel 1859, la loggia Ausonia di Torino, animata da ferventi patrioti, diventò la cellula costitutiva di quel Grande Oriente che, ispirandosi alla solida struttura del periodo napoleonico, assunse nel tempo l’identità dell’istituzione nazionale oggi conosciuta. La sua organizzazione andò di pari passo con il processo di unificazione italiana. Torino fu la prima sede, poi fu la volta di Firenze e infine Roma, dopo la Breccia di Porta Pia nel 1870. Fino ad arrivare al fascismo con la sua ondata di violenza che rase al suolo ogni anelito di libertà. La Massoneria continuò però a vivere e s’impegnò per divulgare quei valori tradizionali di libertà, uguaglianza, fratellanza e solidarietà andati perduti. Nacque la nostra Repubblica e la storia continua nel terzo millennio, in Italia e nel mondo.

Nel giardino della Villa ‘Il Vascello’, sul colle del Gianicolo, si erge questa splendida dimora che ospita la sede nazionale del Grande Oriente d’Italia. Costruita nel ‘600 da Plautilla Bricci, seguendo le preziose indicazioni del famoso Gian Lorenzo Bernini, dalla metà del ‘700 è stata utilizzata come ‘Casino degli Agrumi’.

La Villa, il suo ‘Casino degli Agrumi’ e l’ampio parco che li circonda, sono stati teatro delle storiche vicende del Risorgimento. Qui, nel 1849, hanno avuto luogo gli eroici combattimenti tra i volontari agli ordini di Giuseppe Garibaldi, accorsi da diverse regioni italiane, europee e anche dall’America a difendere la Repubblica Romana, e le truppe francesi, che avevano il compito di ristabilire il potere temporale del papa Pio IX nello Stato Pontificio. La Villa era l’ultimo avamposto repubblicano oltre le mura, difesa da Giacomo Medici e dai suoi eroici compagni. Per questa strenua difesa, nel 1876, il glorioso combattente ricevette dal re Vittorio Emanuele II il titolo di ‘Marchese del Vascello’ e nel marzo del 1877 acquistò la Villa.

Qualche anno dopo, suo fratello Luigi Medici decise di consolidare i resti del ‘Casino degli Agrumi’ del Vascello, facendone un emblema dell’eroismo risorgimentale.

Dal 1980 il ‘Casino degli Agrumi’ è di proprietà del Grande Oriente d’Italia, la più antica istituzione massonica in Italia, che ne fece la propria sede nazionale nel 1985 dopo l’abbandono forzato della sede storica di Palazzo Giustiniani. Fu acquistato grazie al contributo di tutti gli iscritti in virtù di una sottoscrizione obbligatoria.

Negli anni, la Villa è stata restaurata con cura, arricchendola con una splendida biblioteca aperta agli studiosi. Pitture di soggetto massonico ornano le grandi sale. Il giardino ospita alberi secolari e busti e monumenti dedicati a figure storiche illustri del Grande Oriente d’Italia.

 


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