“Il vantone” – Il miles gloriousus di Plauto nella Roma borgatara di Pierpaolo Pasolini.

Lo spettacolo “IL VANTONE”, testo di Pierpaolo Pasolini da Plauto liberamente adattato e diretto da Romano Talevi che è anche protagonista è in scena nel piccolo ma grazioso e accogliente Teatro HAMLET a Roma, in Via Alberto da Giussano.

Nel 2014 sotto la Direzione Artistica di Gina Merulla nasce “Teatro Hamlet” che si propone di promuovere l’arte e la cultura, di diventare importante punto di riferimento per il territorio romano, di “parlare” tanto alla mente quanto al cuore della gente.
Dopo cinque settimane di lavori, il 15 febbraio viene inaugurato il nuovo spazio polifunzionale attrezzato per il Teatro, la Danza, la Musica.

Sul palco la compagnia teatrale I CANOVACCI con : Emiliano Pandolfi, Ilario Crudetti, Pierfrancesco Ceccanei, Ilaria Mariotti, Chiara Caroletti, Salvatore Iermano, Alessandro Bevilacqua.

‘Il Vantone’, la versione di Pasolini, scritta nel 1963 su richiesta della coppia Gassman-Lucignani, è molto più di una semplice traduzione del Miles gloriosus plautino: è un rifacimento che attualizza l’universo plautino e ne reinterpreta il contesto nel rendere la “vis comica” dell’opera con la lingua romanesca e con gli spunti del varietà.

Se si vuole, è una traduzione “artistica” che reinventa, inserisce personaggi popolari e di quartiere, concretizza un mondo “burino” fatto di macchiette, creando un gioco teatrale da “avanspettacolo” parallelo a quello di Plauto.

Il Vantone’ è la Roma dei raggiri, delle truffe, dei rifiuti della lotta per mangiare, il conflitto eterno tra padrone e servo, tra i signori e morti di fame..

E’ la Roma allegra, borgatara, dei raccontaballe, gli sbruffoni e dei “vantoni” da bar. E’ la Roma metafisica e onirica, la Roma del dialetto musicale ispirata alla filmografia pasoliniana come L’Accattone, Che cosa sono le nuvole?, La ricotta e Mamma Roma.

Il Miles Gloriosus, attraverso la grottesca figura del fanfarone pieno di sé, porta sulla scena la tipica immagine di un mondo fatto di apparenza e di auto-celebrazione, destinato a perdersi nel ridicolo.

La satira, resa ancora più irriverente dalla traduzione in romanesco, attraverso effetti di grande comicità, evidenzia la vacuità delle vite gonfie di aria e prive di sostanza!

Il “Vantone” Pirgopolinice è un pupone seduto su un trono solitario, burattino nelle mani della sua vanità. Da personaggio irritante, presto Pirgopolinice si trasforma, agli occhi del pubblico, in semplice uomo, che segue le sue umane pulsioni. Il servo Palestrioneè invece l’ingegnere, l’eroe ribelle e il restauratore dell’ordine, solo apparentemente superiore ai pur sinceri istinti del protagonista, che renderà possibile la vittoria dell’amore tra Pleusicle, suo originario padrone, e la bella Filocomasio, oggetto del contendere, che è se stessa, ma anche la sua sorella/doppio.

Grazie all’aiuto decisivo di un caro amico di famiglia Periplecomeno ed una staffetta, Milfidippa, e la sua padrona Acroteleuzio, si riuscirà a raggirare, prima il servo più testardo e caparbio Sceledro, ed infine il povero antieroe vanaglorioso Pirgopolinice.

Il soldato Pirgopolinice è convinto che tutte le donne debbano cadere ai suoi piedi. Ha con se una bellissima fanciulla, Filocomasio, ma quando gli dicono che la moglie di Periplecomeno, suo vicino, è innamoratissima di lui, la lascia libera per disporsi al nuovo amore. In realtà non si tratta che di una beffa, ordita ai suoi danni da un servo astuto, Palestrione, e dal suo giovane padrone Pleusicle, per riavere la ragazza.

Il tutto condito in un cortile di borgata romana con panni stesi, copertoni, immondizia e un piccolo tempietto devoto alla Madonna! Fuori da un preciso spazio-tempo, sospeso, dai sentori e atmosfere come in un dipinto di De Chirico, al limite del reale in un quadro delle emozioni e delle condizioni di vita più basse, umane e familiari…

Una delle più fortunate e divertenti commedie di Plauto, rivisitata in chiave romanesca dal genio poetico di Pier Paolo Pasolini, ci rimanda alla Roma borgatara dell’ ”Accattone”, allegra ma dura, malandrina, quella degli sbruffoni e dei vantoni da bar.

”Il Vantone” è la Roma dei raggiri, delle truffe, dei rifiuti, dell’eterno contrasto tra signori e morti di fame, delle lotte di classe, fuori da un preciso spazio-tempo, dai sentori e dalle atmosfere acri della periferia, al limite del reale, in un quadro delle emozioni e condizioni più basse, umane e familiari.

La versione di Pasolini del celebre “Miles” è qualcosa di più di una semplice traduzione: è un rifacimento che attualizza l’universo plautino, in cui non viene solo riadattata la parola, ma traslato il contesto intero, dall’antichità classica alla Roma borgatara e coatta, senza tempo.

Il testo, composto da versi settenari in rima baciata, si concede frequentemente espressioni volgari e gergali, mantenendo però la fedeltà all’originale di Plauto.

Non si tratta dunque di una traduzione filologica e letteraria bensì “artistica”, che reinventa, inserendo personaggi popolari, vere e proprie macchiette dal parlato vitale e pulsante.Anche il dialetto non è quello ‘letterarizzato’ di “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”, ma una sua forma mutuata dal Belli e poi mediata dal palcoscenico, dal variegato mondo dell’avanspettacolo.

 

PERSONAGGI E INTERPRETI:
Ilario Crudetti è Palestrione (servo di Pirgopolinice, già servo di Pleusicle)
Emiliano Pandolfi è Pirgopolinice (generale fanfarone)
Pierfrancesco Ceccanei è Artòtrologo (parassita di Pirgopolinice) Pleusicle (giovane Ateniese) e Carione (macellaio e cuoco di Periplecomeno)
Alessandro Bevilacqua è Sceledro (servo di Pirgopolinice)
Ilaria Mariotti è Filocomasio (amante di Pleusicle)
Claire Idol Caroletti Chiara Caroletti è Milfidippa (prostituta, serva di Acroteleuzio)
Salvatore Iermano è Acroteleuzio (cortigiana, cliente di Periplecomeno)
– Romano Talevi è Periplecomeno (vecchio amico di Pleusicle)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *