“Vitellone Piemontese” – Qualità, proprietà e caratteristiche della più importante razza bovina da carne Made in Piemonte

Nella cornice del Circolo della Stampa di Torino, Coldiretti Piemonte ha organizzato la conferenza stampa “Vitellone Piemontese: l’Igp è in tavola” per presentare le caratteristiche, le proprietà nutrizionali e le qualità della più importante razza bovina da carne Made in Piemonte.

E’ stata anche l’occasione per degustare, guidati dall’agrichef Stefania Grandinetti presidente di Terranostra Piemonte, i piatti tipici del territorio a base di Piemontese Igp e scoprire i tagli di carne più idonei in base alle varie ricette.

Il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta è arrivato per il “Vitellone Piemontese della coscia”, con notizia ufficiale del 23 dicembre 2016, da parte dell’Unione Europea, dopo un iter burocratico partito nel 2009 e fortemente sostenuto dagli allevatori di Coldiretti.

La presenza della razza bovina Piemontese è stata rilevata per la prima volta nel 1886 nel comune di Guarene, in provincia di Cuneo – ha esordito Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte nel ricordare la storia centenaria dell’allevamento della Piemontese Questo testimonia come sia davvero una razza storica, legata fortemente al nostro territorio che ora può trarre giovamento da questo riconoscimento ufficiale.

Il marchio Igp – ha proseguito la presidente – va a tutelare un patrimonio unico Made in Piemonte, ma riconosciuto in tutto il mondo dal punto di vista della biodiversità, dell’ambiente e dell’economia”.

Il risultato è frutto di un grande lavoro di squadra: “Una sinergia tra la nostra Organizzazione e tutte le associazioni – ha concluso Revelli – quali il Coalvi, l’Anaborapi, l’Arap Piemonte e l’Asprocarne, oltre agli uffici Confederali e a quelli di Bruxelles che hanno permesso un’accelerazione dell’iter burocratico che vedrà completa conclusione entro tre mesi, quando la domanda di registrazione verrà nuovamente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE”.

In Piemonte si contano 6 mila aziende che allevano la razza bovina Piemontese con quasi 300 mila capi e 15 mila addetti. Il fatturato arriva a 500 milioni di Euro e per l’intera filiera, comprendente la logistica, il trasporto, la mangimistica, la macellazione ed il sezionamento, si raggiungono quasi 800 milioni di Euro – ha spiegato Bruno Rivarossa Delegato Confederale – Dati che denotano quanto incida il comparto nel panorama dell’economia piemontese, oltre che del suo indotto, e che motivano, quindi, la richiesta che abbiamo portato avanti con anni di lavoro affinché il «Vitellone Piemontese della coscia» ottenesse l’Igp. Un risultato che va, dunque, a beneficio delle nostre imprese, dell’intero territorio piemontese e che garantisce al consumatore tracciabilità ed elevata qualità del prodotto”.

Proprio sulle qualità del prodotto e sulle sue proprietà nutrizionali è intervenuto il professore in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale, Luca Chiesa, dell’Università degli Studi di Milano-Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica: “Grazie alla proficua collaborazione che abbiamo instaurato con il Consorzio di Tutela della Razza Piemontese abbiamo avuto modo di studiare ed analizzare approfonditamente, presso i nostri laboratori, questa razza per cui sappiamo che si tratta di una carne tenera, con una bassa percentuale di colesterolo e particolarmente magra.

Il modo migliore per apprezzarne le eccellenti caratteristiche organolettiche è la battuta al coltello, garantita dai rigidi controlli a cui è sottoposta la Piemontese che, oltre ad attestarne la qualità, tutelano la salute dei consumatori”.


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