Alla faccia della tecnologia
Sembra strano a dirsi ma in un’epoca maledettamente digitale come questa dove tutti sanno tutto di tutti e la distanze si sono accorciate ; la solitudine la fa da padrona.
È questo lo si vede soprattutto nel mondo giovanile perennemente arrabbiato ed annoiato.
Ci si chiude in se stessi raggomitolati nelle proprie perversioni vomitando veleno a go go da spiattelare senza arte nè parte via web.
Sembra quasi che per dare un senso alla propria vita occorra essere più stronzi che mai e demolire l’altro.
Nascosti come squallidi vigliacchi dietro uno scherno che ti fa sentire per 5 minuti il re del mondo.
E poi una volta Che finisce l’ebbrezza della stupidità ritorni il rimbambito di prima con i tuoi guai le tue mille frustrazioni e i tuoi fallimenti.
Hai versato la cacca sull’altro sperando di trovare quella chiave di volta per non sentirti la nullità che SEI.
Avrai anche 30.000 followers che ti seguono nei tuoi deliri.
Ma devi renderti conto che sono solo entità di plastica magari più cattive ed arrogante di te.
Il problema è fondamentalmente uno che tu sei solo e nessuna tecnologia al mondo può regalarti la FELICITÀ.
Sei tu che te la devi trovare dentro di te.
L’importante è avere il coraggio di guardarsi allo specchio e di farsi le domande giuste.
E naturalmente avere l’onestà intellettuale di rispondere con Grande sincerità e profonda abnegazione.
Solamente in questo modo si ha la reale possibilità di non andare a fondo è di rinascere a nuova vita .
Sicuramente sarà un lavoro certosino che richiederà impegno e voglia di mettersi in gioco e in discussione.
Ma alla fine troveremo la quadra per non impazzire e per cercare la via giusta che ci porti a vivere un’esistenza dignitosa ed appagante.
Tradotto se ognuno si facesse una benemerita pentola di affaracci propri il mondo sarebbe di certo più pulito è meno incasinato.



