Il poeta della semplicità la poesia come celebrazione dell’emozione genuina
Jacques prévert rappresenta certamente l’ultimo chansonnier del secondo millennio.
Viso malinconico e l’immancabile bionda sempre tra le labbra.
Aria tremendamente trasognata e perduta tra I mille perchè di verità e di menzogne.
Lui è il poeta libero e anticonformista che ha deciso di sfidare il bon ton della poesia per bene quella dell’èlite di livello assai acculturato.
Così euforico come un bulldozer impazzito distrugge tutto ciò che lo teneva legato a quelle consuetudini classicheggianti.
La parola si libera d’incanto da ogni preconcetto e da ogni ruffianeria.
Ora può alzarsi in volo e andare lontano per nuovi lidi dove sarà in grado di creare nuove emozioni durature.
La parola diventerà quindi momento essenziale per una rinascita intima.
È la scoperta di una forza interiore capace di proiettare lo stesso Prèvert in una dimensione nuova dove tutto sembra la negazione di niente.
Ci troviamo in un mondo parallelo dove piano piano farà sicuramente pace con la sua fragilità e la sua condizione esistenziale
Le tematiche non sono più auliche ed aristocratiche.
Esse si fanno Finalmente più snelle e creano un rapporto nuovo con colui che le ha generate.
Si parlerà di amanti e di relazioni tormentate.
Saranno amori quotidiani con le loro piccole battaglie immerse in un quadro essenziale dove l’individuo respira l”energia benevoĺa della Natura amorevole Ancella.
Per Jacques prévert importante sarà anche la tematiche dell’infanzia.




