Il New York Times l’ha definita “la regina del cashmire”.
La grande stilista Laura Biagiotti, raffinata e colta, e’ purtroppo scomparsa pochi giorni fa con un infarto che l’aveva colpita a Guidonia, vicino Roma.
Non e’ stata soltanto stilista, ma anche una imprenditrice e ambasciatrice del Made in Italy.
A Guidonia aveva acquistato e restaurato l’antico Castello Marco Simone che risale all’anno 1000. Oltre ad essere abitato dalla famiglia era anche sede dell’azienda che aveva fondato con il marito Gianni Cigna a 22 anni.
La mamma Delia, proprietaria di un atelier degli anni ’60 aveva creato le prime divise per le hostess dell’Alitalia, e dopo aver studiato archeologia, Laura aveva aiutato la mamma nella conduzione dell’atelier.
In seguito l’intuizione che l’avrebbe portata al pret-a-porter e all’imprenditoria di moda.
Nel 1965 fondò la Biagiotti Export con la produzione di abiti di alta moda romana.
Nel 1972 la sua prima sfilata a Firenze. Decide poi di far sfilare le sue creazioni a Milano insieme ad altri stilisti come Krizia, Ferrè e Missoni.
I suoi abiti erano bianchi (colore che contraddistingueva gli abiti indossati dalla stilista) e la sua passione erano i filati pregiati.
Ha prodotto molti abiti e maglieria prodotta con preziosi filati di cashmire.
La moda e’ una forma d’arte diceva Laura.
Laura definiva la moda come un circo composto da tre piste, domatori e leoni e tigri al centro, i giocolieri da una parte, i trapezisti dall’altra.
Le sue sfilate traggono ispirazione da artisti famosi e sono state delle vere rappresentazioni teatrali. Alle scene, si univa il gusto per il colore bianco e alla maglieria raffinata.
Nell’ultima sfilata 2017-18 si e’ ispirata al Canova per la pulizia delle forme degli abiti e tessuti e alle opere dello scultore Burri. Opere del Novecento moderne e destrutturate a cui si richiamano gli abiti.
Nella sfilata del Giardino Incantato hanno sfilato abiti romantici con ruches, pizzo e organza molto fluttuanti, con stilemi floreali e raffinati.
Volumi fluidi e trasparenze hanno volteggiato nella passerella, i polsini arricchiti di volants.
La sua prima collezione nel 1966 e’ stata creata per Schubert.
Ha sfilato in Cina nel 1988 (alla quale era legata per affinità) ed e’ stata la prima degli stilisti italiani. Nel 1995 le sue collezioni hanno sfilato nel Gran Teatro del Cremlino a Mosca.
I suoi abiti di linee ampie e bianchi o rossi sono costruiti intorno al corpo femminile, inventa lo stile bambola.
Nel 1995 le e’ stata riconosciuta l’onoreficienza di Cavaliere del lavoro dal presidente Scalfaro per la sua opera di diffusione del Made in Italy nel mondo ed altri premi importanti.
Con la figlia Lavinia, Laura e’ stata la prima a introdurre sinergia tra moda e sport ed ha investito in un campo da golf nel 1991, vicino Roma.
La figlia Lavinia prosegue la sua opera di imprenditrice e stilista e come vicepresidente della maison. Addio grande Laura, ci mancherai!



