Il Ministero della Cultura apre le porte della Sala Spadolini a Roma ad un incontro che unisce eccellenza artistica e impegno sociale. Mercoledì 13 maggio, alle ore 11:00, si terrà l’evento “Piano Olivetti e Liliana Cosi: La danza come avamposto culturale”, un appuntamento centrale per il futuro della formazione coreutica in Italia che culminerà con la proiezione del film documentario “ANTIDIVA”.
L’iniziativa nasce sotto l’egida del Piano Olivetti promosso dal Ministero della Cultura, con l’obiettivo di trasformare le istituzioni in spazi reali di ascolto per i giovani talenti.
Al centro del dibattito, il ruolo delle scuole di danza diffuse capillarmente sul territorio nazionale: non solo centri d’istruzione tecnica, ma veri e propri avamposti culturali, capaci di portare bellezza e inclusione anche nelle periferie e nelle zone meno servite del Paese.
Nel corso della giornata verrà presentato il tributo a Liliana Cosi, protagonista della danza mondiale ed étoile del Teatro alla Scala. Il documentario, diretto dalla regista Camilla Ferranti, utilizza un linguaggio narrativo moderno e dinamico, studiato appositamente per dialogare con le sensibilità delle nuove generazioni e le modalità di fruizione contemporanee.
L’opera non si limita a ripercorrere una carriera leggendaria — che ha visto la Cosi protagonista sui palcoscenici più prestigiosi, dal Bolshoi di Mosca al Kirov di San Pietroburgo, al fianco di giganti come Rudolf Nureyev — ma si propone come un’azione necessaria per intercettare i giovani immersi nei contenuti digitali.
Attraverso la testimonianza dell’étoile, il film veicola un messaggio essenziale: il valore dell’impegno, della cultura e del sacrificio come fondamenta di ogni percorso autentico, ponendosi in netta contrapposizione alle logiche della superficialità e dell’apparire che caratterizzano il tempo presente.
Oltre alla celebrazione artistica, l’incontro sottolinea l’importanza del Balletto Classico Cosi-Stefanescu, la scuola fondata dall’étoile a Reggio Emilia, che da decenni rappresenta un punto di riferimento per la crescita professionale di intere generazioni.
L’evento si configura come un’azione concreta di politica culturale: riconoscere il valore sociale delle scuole di danza e utilizzarle come strumento di coesione e costruzione del futuro. Un dialogo necessario per riportare i giovani dentro le istituzioni e la cultura al centro del dibattito civile.


