∗The rime of ancient mariner
The rime of ancient mariner è una delle più famose ballate del Romanticismo inglese.
La prima traduzione completa nella nostra lingua risale al 1889.
Appare dunque nel Belpaese con il titolo la leggenda del vecchio MARINAIO.
Il tutto ha inizio quando un vecchio MARINAIO, dalla Barba incolta ed assai trasandato, incontra tre nobiluomini durante un lussuoso banchetto di nozze.
Qui la sua mano scheletrica e rugosa ne trattiene uno col suo racconto avvincente e senza filtri.
La giovane vittima resta completamente ammagliato dallo sguardo di quel vecchio lupo di mare che non può fare a meno di ascoltare l’ intera vicenda.
Strutturalmente l’opera si divide in più Parti
- Nella prima parte si narra del viaggio oltre l’Equatore verso l’Antartide. È il momento in cui la stessa imbarcazione rimane intrappolata in una tempesta apocalittica che spinge la spaventata ciurma nei pressi del Polo Sud. Quando tutto sembra perduto appare l’ALBATROS uccello del buon presagio ed ogni cosa ritorno al suo posto. Il viaggio ricomincia!
- Nella seconds parte avviene l’uccisione del l’ALBATROS per mano del vecchio marinaio. In un primo momento l’uomo prova grande senso di colpa per una tale efferatezza avvallata anche dallo scontento della sua medesima ciurma. Ma quando c’è il perdono di questa tutto sembra ritornare per il meglio. E poi un nefasto incantesimo prende il sopravvento.
- Nella terza parte si scorge l’arrivo di una nave. Gioia generale si spera dunque nella fine del perfido maleficio. Purtroppo si tratta di una nave fantasma;i cui soli passeggeri sono: uno scheletro e una donna impegnati in una improbabile partito a dadi. Si scorgono anche ombre oscure: MORTE e VITA e MORTE.
- Neĺla quarta parte è il giovane invitato al banchetto di nozze che prende la parola perchè ha il timore che quel vecchio non sia altro che uno spirito. Ma il vecchio lupo di mare imperterrito riprende il racconto. Narra della sua solitudine e della morte del suoi compagni di viaggio. È la maledizione del 7 GIORNI E DELLE 7 NOTTI. Una volta terminata vi è l’episodio dei serpenti … della preghiera e del perdono divino.

- Nella quinta parte appare la vergine Maria che propone all’uomo un SONNO ristoratore. Mentre nella notte una schiera di anime angeliche entra nei corpi del marinai defunti e li rifa vivere. Ognuno ritorna a svolgere le proprie mansioni.
- Nella sesta parte una diatriba profonda tra le voci della coscienza … il bene ha la meglio sul male e la nave riprende il suo cammino. Episodio del’eremita è la chiave del perdono.
- Nell’ultima parte l’atto finale il vecchio marinaio trovata l’anima pia interessata alla sua vicenda umana può scendere finalmente dal banco degli imputati . Prima di sparire invita il giovane a rispettare ogni creatura di Dio. Il giovane rimane basito forse un pò triste ma sicuramente più ricco di prima.
Questa ballata romantica è un vero e proprio viaggio emotivo dove lo stesso uomo si mette a nudo e non ha per niente paura di mettersi in gioco.
Il vecchio marinaio è il portavoce dell’uomo moderno con le sue mille nevrosi e fragilità.
Il suo viaggio fantastico diviene metafora veritiera della sua propria esistenza.
La ciurma che va condividendo il suo lungo pellegrinare è sinonimo della società umana, con tutti i suoi vizi e virtù.
La tempesta apocalittica che spinge la spaventata ciurma nei pressi del polo non è altro che l’insieme delle sfide della vita.
Mentre la figura dell’Albatros è la speranza celeste che viene calpestata dalla malvagità umana mediante il brutale assassinio dell’animale.
Tra caos e confusione emozionali il vecchio marinaio vive una sorta di tormentata purificazione.
Deve fare una sorta di mea culpa nei confronti di Dio e dei suoi simili.
Il suo pentimento è così sincero che lo stesso Dio gli invia la Vergine e una schiera angelica affinchè tutto ritorni come prima; anzi meglio.
E alla fine l’anziano lupo di mare assume il ruolo di un saggio grillo parlante.
Infatti riesce a rendere più consapevole e smaliziato il basito giovane uditore






