“La Campana” – Il più antico locale della Capitale compie 500 anni.

Nel cuore della Capitale, il ristorante più antico di Roma.
“La Campana” è da sempre meta amata da chi va alla ricerca della grande tradizione della cucina dei buoni sapori di una volta, dell’arte dell’accoglienza, dell’atmosfera familiare e riservata al tempo stesso, del piacere di sedersi a tavola per un viaggio nel gusto di antiche ricette e di nuove proposte.

Riconosciuto come il locale più antico di Roma aperto nel 1518, il ristorante si trova in Vicolo della Campana, strada cui ha dato il nome, tra via della Scrofa e Piazza Nicosia nel cuore del centro della Capitale, a pochi metri dalle bellezze artistiche ed architettoniche più conosciute della città.

Da un censimento del 1526, risulta che il fondatore fosse Pietro de la Campana e che nel 1622 fu un tal Giacomo a gestirla: da allora fino alla fine del 1800, divenne locanda di riferimento per i forestieri di passaggio che vi si fermavano per organizzare viaggi e spostamenti. Ed è proprio da questa attività che sembra nascere il simbolo della carrozza, ancora oggi stemma del ristorante.

Ospiti illustri dell’arte e della letteratura  si sono fermati a “La Campana”: dal Caravaggio a Goethe che l’ha addirittura citata in un suo romanzo, ai più recenti e conosciuti quali Picasso e Guttuso, scrittori e poeti tra cui Pasolini e Pagliarani, attori e registi quali Albero Sordi, Anna Magnani, Federico Fellini ed Enrico Vanzina, grandi cantanti come la Callas.
Ha varcato la soglia del ristorante la Regina di Spagna, nobili dei più famosi casati, personaggi politici ed alte cariche dello Stato Italiano.

Oggi, sotto la guida attenta ed appassionata di Paolo Trancassini e della sorella Marina, discendenti della famiglia che per secoli ha portato avanti la storia e la tradizione del ristorante, il passaggio di personaggi dello spettacolo, di musicisti ed artisti, di cantanti, di politici, di giornalisti e registi, trova sempre un tavolo pronto per un momento di condivisione e di “buon gusto” nelle sale che vedono presenti gli Ospiti affezionati e volti nuovi alla scoperta di una tradizione culinaria senza tempo.

La vera cucina romana con i piatti della tradizione di sempre: tagliolini alici e pecorino, la minestra di broccoli ed arzilla, l’abbacchio, la coda alla vaccinara e le animelle, le paste buone fatte in casa, la specialità dei carciofi alla giudia, i fiori di zucca in pastella, gli gnocchi ed i ravioli artigianali, le puntarelle in salsa di alici…

Una linea dedicata al pesce con primi e secondi dal pescato del giorno, contorni in abbinamento e, per finire, una serie di dolcezze al cucchiaio ed a fetta: incomparabile la torta di mele da un’antica ricetta, servita calda e con una pallina di gelato di crema a contrasto, a completamento di una delizia difficile da dimenticare!

Ma soprattutto vi è un fascino senza tempo nelle tre stanze bianche con i dipinti di Roma e le antiche carte topografiche, negli arredi e nel tradizionale menù, nella familiarità dei camerieri che vi lavorano da decenni come Ernesto o Pino.

«I miei trisnonni sono venuti qui da Leonessa nel 1830 – ricorda Trancassini (che di Leonessa è anche sindaco) con le sorelle Marina, Francesca e Alice – Poi ci sono stati il fratello della bisnonna Salvatore Iacobini e mio papà: è venuto qui a scuola”

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *