“La Rosa Blu” – docu.film con Roberta Sanzò per la regia di Geppi Di Stasio

Prossimamente uscirà sul grande schermo il docu-film “LA ROSA BLU” in cui sono protagonisti
Miriam e Samuele  Rustici di Foligno, rispettivamente 11 e 14 anni, già comparsi nel film Premio Oscar di Paolo Sorrentino “La Grande Bellezza”.

In questo cortometraggio – ideato dai 2 giovanissimi attori –  sono affiancati da nomi importanti dello spettacolo quali Enzo Decaro, Alex Belli, Elisabetta Coraini, Roberta Sanzò, Ira Fronten e Pio Luigi Piscicelli (protagonista della serie televisiva “Braccialetti rossi”, nel ruolo di  Toni “il Furbo”).

Il Film vede anche la partecipazione di ragazzi e bambini del territorio folignate affetti dalla Sindrome di Down.

: “L’idea parte dalla realtà rivissuta con una sorta di focalizzazione interna dai due bambini che vivono nella loro quotidianità la straordinaria avventura di essere fratelli di una bimba con sindrome di down”.

L’obiettivo primario è di avvicinare gli alunni, con modalità coinvolgenti e adeguate alla loro età, alle tematiche della diversità, dell’handicap e della sindrome di Down.

Il corto è rivolto principalmente ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per sensibilizzare all’accoglienza, indurre a comportamenti inclusivi, educare alla diversità in generale.

Il film è affidato alla regia di Geppi Di Stasio, attore e drammaturgo profondo osservatore del sociale quotidiano, e Davide Cincis e presenta interazioni animate realizzate dalla “Comics” di Torino .

Nel frattempo la brava e poliedrica Roberta Sanzò – eclettica attrice, assieme al bravo e geniale Geppi Di Stasio – ha concesso una breve ma significativa intervista.

Intervista a ROBERTA SANZO’ :

Come hai inziato il tuo lavoro di attrice?

Sin da piccola sognavo di entrare nel mondo dello spettacolo pur essendo i miei genitori dei commercianti da sempre. Il mio passatempo preferito erano le esibizioni e gli spettacolini tra amici e parenti. Anche nei temi di scuola scrivevo che da grande avrei voluto fare l’attrice. In realtà da piccolissima ero molto attratta dall’idea di fare la showgirl televisiva essendo il mio idolo Raffaella Carrà, ma lo studio della recitazione e l’attività teatrale è diventata l’interesse primario, pur senza trascurare la danza e il canto, due discipline che ho spesso usato nel lavoro e credo siano importanti per un attore.

Ho vinto una borsa di studio all’accademia Mario Riva e dopo il diploma ho iniziato subito a lavorare
Ho sempre amato lo studio e per questo, dopo aver scelto definitivamente la mia strada, ho voluto anche laurearmi all’università in lettere indirizzo spettacolo. Credo che un attore, che abbia o no talento, possa imparare il mestiere con studio, pratica di palcoscenico e tanta volontà.

Ultimamente sei stata scelta tra i protagonisti de “La rosa blu”, un docu-film che tocca le leve dell’anima. Quanto c’è del tuo cuore su questo set?

E’ stata una importante esperienza sia a livello professionale che umano. Ho avuto il piacere di recitare accanto al grande Enzo Decaro con cui si è stabilito subito un bel feeling, dovendo interpretare sua moglie. “La rosa blu” è certamente un progetto bellissimo, un’idea che parte vincente perché veramente tocca le corde dell’anima di tutti. E quando un lavoro è fatto col sentimento non può che essere intriso di positività. L’idea del progetto nasce da Samuele e Miriam Rustici, due giovanissimi attori.

C’è tanto del mio cuore in questo lavoro. Ho sempre cercato di unire o scegliere, quando possibile, le mie esperienze attoriali con contenuti di spessore culturale. Questo film non è solo un progetto di alto livello sociale ma ha anche arricchito l’anima di tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di lavorarci, sia attori che tecnici. Essere al fianco di bambini e ragazzi con sindrome di down insegna tanto e infonde gioia.

Avere nel proprio quotidiano una persona affetta da sindrome di down è sicuramente un’opportunità di sviluppo alla nostra visione dell’universo e dell’umanità.

Dopo questa esperienza sul set la tua percezione rispetto a questo disagio è mutata?

Si. E’ una grande opportunità. Ho imparato tanto sul set e il rapporto diretto con questi ragazzi mi ha arricchito e cambiato tanti punti di vista. Mi ha fatto anche riflettere sul fatto che il mondo di oggi ha tanta paura della diversità mettendone in difficoltà l’integrazione nella società, una società continuamente di corsa, sempre più veloce, che lascia sempre meno spazio alla riflessione e alla pazienza e che ci fa guardare sempre avanti e mai intorno a noi.

Ecco, questa esperienza mi ha aiutato a non trascurare l’importanza di allargare gli orizzonti della mentalità.

E adesso quali saranno i tuoi prossimi ‘traguardi’ lavorativi?

Farò uno spettacolo di varietà con sketch e canzoni di tradizione napoletana dal titolo “Lavaci col fuoco” scritto e diretto da Geppi Di Stasio che ci vede protagonisti insieme sulla scena al Teatro Delle Muse di Roma e in altri teatri italiani. Poi andranno in onda due fiction cui ho partecipato: “Il paradiso delle signore” e “Furore 2”.

Sarò impegnata anche come insegnante per la scuola di recitazione presso il teatro Delle Muse con Geppi e poi mi tengo sempre pronta per nuove esperienze ed opportunità che capitano strada facendo…

 

(Un ringraziamento a ROBERTA NARDI che ha curato l’Ufficio Stampa, a ROBERTA SANZO’ per l’intervista e a VINCENZO PELUSO per le foto).

 


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