Addio a Sergio Marchionne, dirigente FCA

L'AD di FCA è deceduto stamattina, a 66 anni, per un arresto cardiaco

È morto a 66 anni Sergio , A.D. di Chrysler Automobiles. Ricoverato da circa un mese all’Ospedale Universitario di Zurigo per un problema alla spalla, le complicazioni post-operatorie lo hanno portato al decesso. Dal 2003 lega indissolubilmente la sua vita imprenditoriale al Lingotto, e lo riporta agli antichi fasti in pochi anni. Ripercorriamo la vita del più importante manager italiano dell’ultimo quindicennio.

Le origini e la formazione

Sergio Marchionne nasce il 17 giugno 1952 a Chieti, da padre carabiniere. A 14 anni si trasferisce in Canada con la famiglia, dove consegue tre lauree (filosofia, giurisprudenza ed economia) e un master in “Business Administration”. Dopo la gavetta da avvocato, commercialista e contabile, inizia la carriera da dirigente presso diverse aziende, tra cui la Deloitte Touche e la Glenex Industries. Nel 2002 viene nominato amministratore delegato della svizzera S.G.S., azienda specializzata in verifica e certificazione. L’ottima gestione del gruppo di Ginevra, risanato in soli due anni, gli apporterà grande fama nel mondo imprenditoriale, fama che spingerà Umberto Agnelli in persona a chiamarlo nel CdA FIAT nel 2003.

L’era FIAT

Il 1° giugno 2004 (quattro giorni dopo la morte di Umberto Agnelli) Sergio Marchionne diventa Amministratore Delegato del gruppo FIAT, e lo riporta all’utile in un anno con un oculato piano di rilancio e contenimento dei costi. Il gruppo FIAT uscirà definitivamente dalla crisi nel 2006, come annunciato dall’A.D. stesso. Nel 2007 l’intero gruppo torna all’utile, e a simbolo di ciò viene presentata la nuova Cinquecento. L’anno ancora dopo, a dispetto della profonda crisi che vede il settore automobilistico fortemente penalizzato, FIAT segna un record nell’utile: 3,4 miliardi. Dal 2009 ha inizio l’inglobamento di Chrysler con una prima quota del 20%, che viene portata al 100% nel 2014. Le società si uniscono in quella che oggi è F.C.A., che sbarca poco dopo a Wall Street e alla Borsa di Milano, e sempre nel 2014 Marchionne assume la dirigenza di Ferrari, che viene scorporata dal gruppo e quotata a sé.

I problemi di salute

Il 28 giugno 2018 viene ricoverato all’Ospedale Universitario di Zurigo per un problema alla spalla, intervento che in teoria avrebbe richiesto solo due giorni di degenza. Le complicazioni post-operatorie si sono rivelate prima consistenti, poi irreversibili. Pare per un arresto cardiaco, oggi, 25 luglio 2018, Sergio Marchionne è deceduto. Immediato il cordoglio di John Elkann, del presidente Mattarella e del premier Conte, oltre allo sgomento dei tanti operai che non sempre lo hanno amato (emblematico il caso dello stabilimento di Termini Imerese), ma lo hanno apprezzato come manager autorevole e carismatico.

L’Italia perde quindi il suo più grande dirigente dagli ultimi 15 anni. In attesa di vedere il futuro di (che proprio oggi ha presentato il bilancio semestrale, con risposta fortemente negativa dai mercati), ci uniamo al ricordo di Sergio Marchionne, manager discusso e discutibile, ma con l’indiscutibile merito di aver risollevato FIAT da un’irreparabile crisi in tempi record e averla condotta sulla vetta del mondo.


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