Auguri alla radio libera per i suoi 40 anni

In questi giorni si festeggia quella che si potrebbe definire la festa della liberazione della , quella voce di sottofondo che ci tiene compagnia a casa, in auto, in palestra e quando siamo al PC.

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Ad essere precisi oggi sono le d’Italia a compiere 40 anni. Un compleanno che sa un po’ di avventura da contrabbandieri, perché il battesimo è stato celebrato il 28 luglio del 1976 con la sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il monopolio della radiotrasmissione in capo alla Rai.

Di fatto già dai primi anni ’70 diverse realtà radiofoniche erano attive qua e là per lo Stivale e un buon numero di radioascoltatori era pronto a farsi sentire per dediche&richieste.  Ma fino al luglio del 1976, possedere la strumentazione per trasmettere programmi via radio, era un reato punito con il sequestro. Per farvi un’idea del clima guardatevi il film Radiofreccia di Ligabue.

Qualcuno dice che per lo stesso motivo, ancora oggi, ispettori Rai potrebbero venire a suonare il campanello, per intimare il sequestro della televisione, se non si è in regola con il pagamento del canone.

Il fenomeno delle radio libere inizialmente fu pronosticato come una moda destinata a finire presto nel baule dei ricordi. Difficile sostenere però che attualmente in Italia la sia un articolo da mercatino di modernariato.

Indiscussa piattaforma di lancio delle novità musicali, la radio è un media che ha ancora voce in capitolo, nonostante i social siano assimilabili ormai ad un bisogno primario e la televisione sia per molti l’irrinunciabile compagna della sera.

È solo per nostalgia della musica anni ’80 che ci si trova a canticchiare il tormentone  “, non si può certo dire che tra i media si respiri aria di concorrenza.

Molte radio trasmettono anche da un omonimo canale televisivo e la diffusione capillare della rete ha permesso, non solo alle radio di essere ascoltate in streaming, ma anche la nascita di nuove stazioni radiofoniche che sfruttano la banda larga. È questa la realtà delle web radio, mondo in cui nasce e trasmette dal 2013.

Il punto forte della radio sta in quella spontaneità che, per necessità di copione-posa-politically correct, la TV non si può permettere.

La radio interagisce e dà voce agli ascoltatori in diretta. Una forma di genuinità comunicativa che non ha eguali. Non dimentichiamoci che in TV, persino il count down di Capodanno, a volte, viene montato in studio, giorni o forse anche mesi prima.

E allora tanti auguri e lunga vita a te, radio, che ancora oggi sai emozionare con il fascino della tua semplicità.

 


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