Caucaso: Dall’Urss a Putin, il dilemma di una regione di frontiera

La Via della Seta, gli accordi commerciali con la Comunità Europea e la delicata e importante questione energetica delineano il protagonismo di una regione geografica che risulta sempre più importante: il Caucaso.

La disgregazione dell’URSS ha delineato nel Caucaso un nuovo assetto politico-territoriale, con la suddivisione in una zona meridionale, dalle repubbliche di Armenia, Georgia e Azerbaigian, e da una porzione settentrionale con limitata autonomia fiscale e politica, perlopiù afferente alla Federazione Russa (ne fanno parte Kabardino-Balkaria, Cecenia, Daghestan, Inguscezia, Karacajevo-Circassia, Ossezia del Nord e Territorio di Stavropol’ e Transcaucasia).

Un nuovo volume pubblicato da ricercatori e professori universitari tenta di porre l’attenzione su tale contesto geopolitico. “Caucaso – Dall’Urss a Putin, il dilemma di una regione di frontiera”, edito da “Bordeaux edizioni 2018”, curato dal professore Daniele Cellamare e da un nutrito gruppo di ricercatori è il volume che analizza e tratta la storia e l’attualità geopolitica ed economica del Caucaso in rapporto all’Asia, all’Europa e al resto del globo. Molti gli scenari critici presi in considerazione e indagati nell’opera: fra essi l’irredentismo della Cecenia nei confronti della Russia, dell’Abkhazia nei confronti della Georgia, il rapporto e le interferenze russe dell’Ossezia del Sud con la Georgia e quella degli armeni del Nagorno Karabakh che vogliono sottrarre territorio alla sovranità azera.

Ad oggi queste implicazioni assecondano due tendenze divergenti e alquanto mobili, l’una proiettata verso il riconoscimento e l’accettazione della preminenza russa, l’altra caratterizzata dall’opposizione alla supremazia di Mosca, anche in termini di alleanze con partners esterni al blocco ex sovietico. Dettagliata attenzione merita l’Azerbaigian e il suo particolare rapporto con l’Italia e l’Europa. L’Azerbaigian si è candidato ad ospitare l’Expo 2025 e durante la recentissima visita della first lady Mehriban Aliyeva in Italia il ministro Tria si è detto felice che il tema scelto per l’Expo sia quello del capitale umano poiché è “decisivo investire sulla cultura e la formazione dal momento che il futuro di tutte le nazioni deve andare verso uno sviluppo inclusivo, equo e che rispetti il pianeta”.

Il materiale raccolto da Daniele Cellamare esaudisce un’esigenza di esaustività, tracciando una mappatura di un territorio da sempre crocevia di culture e aspirazioni condivise. Da Oriente a Occidente e viceversa il Caucaso sollecita, come da tradizione, sodalizi e correnti ad alto potere di propagazione: dalle contese per l’approvvigionamento delle riserve di idrocarburi alle questioni legate al fondamentalismo islamico, senza tralasciare o ignorare il rapporto con il colosso cinese. Per molti analisti, il Caucaso è oggi valutato come una delle regioni più conflittuali del panorama geopolitico internazionale.

(Per gentile concessione di DOMENICO LETIZIA, analista geopolitico)


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