Guida Michelin 2019, tra trionfi e delusioni

Tante novità per l'Italia, positive e negative, nella nuova Guida 2019

Il più prestigioso e temuto giudice delle alte cucine di tutto il mondo ha pubblicato la sua guida. È uscita ieri la Guida per il 2019, che ha riservato non poche sorprese per qualche italiano, ma anche qualche piccola delusione per qualche volto noto della tv.

Tre in doppia cifra

Finalmente l’Italia raggiunge la tanto ambita doppia cifra per i ristoranti tristellati. L’Uliassi di Senigallia, diretto dallo chef Uliassi, ha raggiunto la terza stella portando a 10 la conta complessiva dei tre stelle italiani. Il prettamente di pesce raggiunge così la vetta, mentre i 9 tristellati della scorsa edizione (a cui si era aggiunto da appena un anno Niederkofler) hanno invece tutti confermato la massima onorificenza. L’Italia si conferma così seconda classificata per i 3 stelle, dopo ovviamente l’intoccabile prima donna, la Francia. 

Carrellata

Può solo esser contento il simpatico chef Cannavacciuolo, che mantiene le due stelle per Villa Crespi, e ne acquista una per il suo bistrot di Novara e una per quello di Torino.

Piccola delusione per Cracco, il cui ristorante in galleria a Milano non guadagna la prima stella.

Nessuna novità sul fronte due stelle, nessun tristellato scende e nessun monostellato sale. Tante nuove prime stelle invece, ben 29, delle quali molte sotto i 35 anni ed alcune persino sotto i 30.

La ristorazione italiana conferma così il suo altissimo standard di qualità. Le stelle Michelin tricolori crescono ogni anno, nuove e giovani, baluardo di eccellenza in un paese ancora indietro sugli altri settori.


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