I ripensamenti più famosi della psichiatria: 6 malattie mentali che non lo sono più

Fin dal neolitico i disturbi psichici e mentali erano considerati “animistici”, ovvero i sintomi erano considerati l’ espressione di forze “divine” esterne al soggetto. Gli antichi Egizi consideravano qualsiasi malattia fisica una malattia mentale, ritenendo che il sintomo fisico scaturisse da un malessere del “cuore”. La psichiatria intesa come scienza medica invece nasce nell’Antica Grecia fino ad avere un vero e proprio riconoscimento tra il 1870 e il 1900. Nel corso del tempo la psichiatria si è evoluta rivalutando e declassando alcuni .

Disturbi mentali
Disturbi mentali

#1

Nel 1869, il medico statunitense George Miller Beard osservò e coniò il termine nevrastenia più comunemente noto come . Stanchezza, depressione, ansia, mal di testa, disturbi sessuali e digestivi, Beard considerava la nevrastenia una forma di “nervosismo americano“, il risultato della vita stressante e frenetica delle metropoli. Negli ultimi decenni il termine è praticamente scomparso dai libri di psicologia, perché poco preciso. Si sono notati infatti disturbi di nevrosi ansiosa, nevrosi depressiva e nevrosi ansioso-depressiva, definizioni molto più specifiche. Il termine è rimasto nel gergo quotidiano con un significato più ampio e generico riferendosi ad una persona con umore variabile, tendente a scatti d’ira e nervosismi.

#2.

Solo nel 1968 l’autoerotismo ha smesso di essere considerato un vero e proprio disturbo psichico, ritardo forse dovuto alle teorie di Freud che attribuivano una dipendenza in età adulta.

#3.

Usata nella psichiatria dell’Ottocento per indicare attacchi nevrotici molto intensi di cui erano generalmente vittime le donne (“Isteria” dal greco Hysteron, utero), nel tempo è stata suddivisa in “Disturbo di Conversione“, “Disturbi Dissociativi” e “Disturbo di Personalità Istrionica“. All’inizio del 900, il disturbo isterico è stato riconosciuto anche negli uomini con la denominazione di “disturbo da stress post traumatico“.

#4. LUNATICITÀ

Per millenni e a tutt’oggi si è creduto che la luna piena portasse alla follia alcune persone. Aristotele sosteneva che le maree avessero una profonda influenza sul cervello umano. In realtà l’unica certezza scientifica è che la Luna potrebbe influire sul nostro ritmo circadiano, ovvero i ritmi del sonno, innescando una serie di comportamenti irregolari.

#5.

In epoca vittoriana i medici inglesi osservarono un disturbo che affliggeva una donna su quattro. Lo denominarono bollori esistenziali meglio noti come e colpiva in particolare le donne con forte senso di indipendenza e le suffragette. Secondo i medici del tempo queste donne sarebbero state vittime di umori mefitici che dalla milza salivano al cervello influenzando in modo negativo carattere e spirito.

#6.

E infine l’omosessualità. Considerata un disturbo mentale fino al 1980, il termine omosessualità fu eliminato definitivamente dall’elenco della malattie psichiatriche nel 1990 dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità


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