In Arte Belzebù

Listener1, Lucifero … “In Arte Belzebù”. Il demonio è il tema della prima mostra italiana d’Arte Contemporanea che racconta il maligno con gli occhi di artisti italiani e stranieri, nata dall’idea di Emilio Sturla Furnò e della gallerista e curatrice d’arte Giovanna di Gall’Art Roma.
La mostra – oltre cinquanta opere di pittura e scultura – è allestita presso le sale del Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale in Via Piacenza 1 – è realizzata in collaborazione con l’Associazione Presidio Italia e inaugura, su invito, Giovedì 14 Aprile 2016 alle ore 18.00.

Paola Romano, Camilla Ancilotto, Margherita Lipinska, Eugenia F. di Napoli, Sonia Ceccotti, Laura Sindici, Ekaterina Malakhova, Ewa Kuzniar, Constantin Migliorini, Alik Assatrian, Margherita Gazzolo, Gianluigi Contesini, Priscilla Contesini suggestionati dal principe di tutti i demoni e fonte di ogni male, che insidia i figli degli uomini promettendo loro agiatezze che in realtà non concederà mai. Un “esorcismo creativo” in cui le tentazioni sono rappresentate ora sulla tela, ora divengono sculture e installazioni.

E’ il “gran dragone” descritto nell’Apocalisse di Giovanni (12,10) “il serpente antico che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo fu gettato giù; fu gettato sulla terra e con lui furono gettati anche i suoi angeli”.
Secondo solo a Lucifero, Belzebù, per il cristianesimo medievale, è il signore di 6.666 demoni, numero arrivato a noi grazie alle profezie della Monaca di Dresda. L’importanza di questo principe infernale è tale che Dante Alighieri, nella Divina Commedia (Inferno, XXXIV, 127), parla di Belzebù come di “principe de’ dimoni e de’ traditori di loro signori”, identificandolo con Lucifero.

In Arte Belzebù è una raccolta di “peccati d’artista” per riflettere e far riflettere anche attraverso un percorso segnato da citazioni tratte dall’Antico e Nuovo Testamento.
Numerosi esorcisti testimoniano che ancor oggi Belzebù è uno dei principali demoni che causa possessioni e anche uno dei più difficili da scacciare poiché, essendo un demone di rango superiore, spesso è accompagnato da intere legioni di demoni. Questo progetto propone di rappresentare l’idea male con lo scopo di esorcizzarlo attraverso la creatività e la fantasia.

“Bisognerebbe chiedersi anzitutto come, ed a quali condizioni, il diavolo” – apre così il testo critico a cura di Tommaso Gazzolo nel catalogo della mostra – “faccia il suo ingresso, storicamente, nelle arti figurative, e poi in una tradizione iconografica quale quella cristiana. Questa domanda – se pensata adeguatamente – non chiede come il diavolo venga rappresentato (non rimanda alla storia delle sue diverse raffigurazioni), bensì come la rappresentazione del diavolo consenta all’arte di seguire nuove strategie, creazioni, trasformazioni interne alla propria ricerca. Ciò che sarà sempre in questione, nell’arte, non sarà mai il problema di come “rappresentare” il diavolo, quanto piuttosto di come il diavolo consenta la sperimentazione di nuovi colori, nuove linee, forme, movimenti”.


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