Intervista ai MooD Delight, il piacere della sensazione

La vicinanza (in termini paesani) mi ha spinto ad andare a scoprire questo giovane gruppo di cui ho sentito parlare da amici. Ho cominciato ad ascoltare la prima, la seconda e anche la terza canzone, fino a quando mi è venuta l’idea di porgli alcune odomande.
Il gruppo è composto da cinque giovani membri: Michela Cuppone (chitarra), Nicolò Macale (chitarra), Matteo Marsili (batteria), Domenico Sacchi (tromba), Andrea Pochesce (basso). Si definiscono una garage band blues/ rock psycho blues, nati quasi per “caso”, come dicono, ma accomunati dalla passione per la musica. Una musica che esprime il loro sentimento di ribellione contro l’odierna società da cui cercano di emergere. Loro sono i .

Partiti da concerti nei locali della città di Cave e delle zone limitrofe, in provincia di Roma, la band sbarca nella capitale il 3 ottobre 2015 con il .

Chi dei cinque ha avuto l’idea di fondare il gruppo, e come vi siete trovati di voi?

Non è stato solo uno di noi a pensare di formare un gruppo. E’ stato più il rendersi conto che sapevamo suonare qualcosa, così abbiamo pensato di unirci e suonare insieme.

Quale è il motivo di fondo per cui avete dato vita ai MooD Delight?

Il vero motivo è la forte passione per la musica, le lunghe chiacchierate a discutere di musica e dell’idea di dar vita a qualcosa che avrebbe creato musica nuova.

Chi ha pensato al nome della band, MooD Delight (il piacere della sensazione)? Motivo di questo nome?

La ricerca del nome è stata lunga. Cercavamo qualcosa che suonasse bene, che ci appartenesse e che  nel pronunciarlo ci facesse pensare a noi. Per MooD Delight intendiamo un umore che cambia e cambiando, questo umore, ci fa scrivere pezzi nuovi. Per questo abbiamo utilizzato questo nome.

Cosa si intende per garage band blues e rock psycho blues?

Il nostro genere è un pò vario, ma, appunto, gira attorno al blues. Molte volte non tocca pienamente neanche il blues. A volte è rock classico, a volte più duro, ma sempre nei limiti del rock con sfumature di musica nera grazie alla presenza di una tromba.

A che genere di pubblico vorreste indirizzare le vostre canzoni e cosa cercate di trasmettere in chi vi ascolta?

Con la nostra musica vorremmo arrivare a tutti, non cerchiamo un solo tipo di pubblico. I nostri testi e anche la musica sono molto semplici, l’unico messaggio che vogliamo dare è quello di far rinascere un pò di buona musica.

Finora i vostri concerti vi hanno visto impegnati nei locali delle zone limitrofe, arrivando anche a Roma. Continuerete così o sperate in un salto di qualità?

Speriamo di continuare per Roma e spingiamo sempre di più per cercare di uscire anche al di là della capitale grazie all’aiuto del web e della radio.

Quando create i vostri testi siete sempre d’accordo l’uno con l’altro oppure nascono incomprensioni tra di voi? A cosa si ispirano le vostre canzoni?

Non ci sono mai disaccordi o incomprensioni. Cerchiamo di capire la canzone appena creata dandogli un significato comune, poi uno ad uno spieghiamo la nostra impressione della canzone.

Su una vostra copertina presente su SoundCloud, c’è raffigurato il mondo con una panchina sopra, sotto il disegno si legge “Set above the world”. Qual è il significato?

La copertina ha il titolo di una nostra canzone molto importante per tutto il gruppo, soprattutto da un punto di vista simbolico perchè indica una visione del mondo: dentro di lui ci sentiamo infiniti, invece, se lo si guarda da fuori è solo una piccola palla. Dovremmo sederci su quella panchina, sopra il mondo, per capirlo veramente.

Quali sono i programmi per il futuro dei MooD Delight?

La priorità in questo momento è la registrazione di undici canzoni e l’uscita del nostro primo album. Vediamo se in questo modo riusciamo a smuovere qualcosa lì fuori.

 


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