L’interpretazione dei sogni

La Stele del sogno
In questo articolo tratterò un argomento che mi ha da sempre affascinato : l’

In questo articolo tratterò un argomento che mi ha da sempre affascinato : l’interpretazione dei sogni. Prima di sviluppare le teorie formulate da Freud, Jung e Cayce che faranno parte integrante della mia analisi, intendo abbozzare un quadro generale sull’approccio che si è avuto sin dai tempi antichi nei confronti dei sogni.

Bisogna tenere presente infatti che in realtà nell’antichità l’interpretazione dei sogni esisteva già in Mesopotamia, nella regione assiro – babilonese ed egiziana, esplicitandosi essenzialmente nella sua funzione profetica. Nella cultura mesopotamica e in particolare nell’epopea di Gilgamesh, quest’ultimo (il re di Uruk) ha un sogno premonitore che gli annuncia la sconfitta del mostro Koubaba. In Egitto, molto affascinante è l’esempio della , eretta nel 1401 a.C., nel primo anno di regno del faraone Thutmose IV, in cui si riporta il sogno che il faraone avrebbe avuto e durante il quale la Sfinge gli avrebbe parlato : “Guardami, osservami, figlio mio Thutmose, io sono tuo padre Horemakhet-Khepri-Ra-Atum, io ti ho donato il regno [sulla terra oltre che la vita] […] [Ecco, la mia condizione è simile a quello di un malato], tutte le [mie membra sono rovinate]. La sabbia del deserto, sulla quale un tempo io regnavo, (adesso) mi è nemica, ed è al fine di provocare quello che è nel mio cuore che ho aspettato tu faccia”. Altri esempi di sogni con valore profetico si trovano negli scritti di Erodoto, laddove si descrivono tre sogni del re persiano Serse che lo hanno guidato a continuare la guerra contro i Greci condotta da suo padre Dario. Nella cultura greca, per Omero i sogni erano “messaggeri degli dei” mentre per Esiodo “figli della notte”. La transizione dal mito alla logica si inizia a intravedere in Pitagora, il quale da un lato spiegava gli incubi come conseguenza del cibo avariato ma dall’altro attribuiva ai sogni un’origine divina. Ma tale transizione risulta ancora più evidente in Aristotele, il quale sosteneva che i sogni fossero la vita dell’anima, interpretandoli come un fenomeno psicologico. Inoltre egli fu il primo ad aver individuato il movimento rapido degli occhi, il cosiddetto rapid eye movement. Tra il Medioevo e il Rinascimento non si sono fatti significativi passi in avanti nella materia dell’interpretazione dei sogni. Il vero e proprio approccio scientifico sui sogni iniziò a svilupparsi solo a partire dalla metà del diciannovesimo secolo. I primi tentativi di investigazione sperimentale dei sogni sono stati attuati dal fisico francese (1817 – 1892).

Successivamente, (1856 – 1939) ha offerto un contributo decisivo allo studio e all’ interpretazione dei sogni, inquadrando la tematica con un approccio psicanalitico. La sua opera maggiore del 1899 Die (L’interpretazione dei sogni) rappresenta un punto di svolta anche nell’ambito della psicanalisi oltre a costituire una delle opere più importanti e rivoluzionarie del ventesimo secolo. In base ai suoi studi, lo psicologo austriaco è giunto alla conclusione che l’interpretazione dei sogni costituisce la via maestra verso la scoperta dell’inconscio. I sogni prevedono diverse chiavi di lettura, in base all’impostazione freudiana : essi sono la realizzazione di un desiderio, o la realizzazione recondita di un desiderio, o ancora la realizzazione recondita di un desiderio represso che può essere anche infantile. Nei sogni tendiamo a rendere il mondo un posto migliore per noi stessi, dove i nostri desideri possono essere realizzati. Lo schema freudiano prevede che nella fase infantile dell’essere umano esistano dei desideri incontrollati e perentori che in fase adulta vengono controllati depositandosi nell’inconscio. Anche l’egoismo infantile in base al quale da bambini ci siamo sentiti i migliori fra tutti viene limitato. Questa azione di controllo e limitazione viene definita da Freud con il termine . Freud ascrive ai desideri un ruolo di primaria importanza nei sogni, basando su di essi un’interpretazione integralista dei contenuti onirici. In conformità a ciò, egli nega qualsiasi altra giustificazione plausibile come l’espressione di una preoccupazione, una paura o un’intenzione.

Analizzando la struttura del sogno, Freud ha individuato un e uno latente : il primo è dato da tutti quegli elementi del sogno che vengono ricordati dal sognatore e che detengono un valore simbolico che deve essere scoperto mentre il secondo è costituito da quegli elementi che vengono decriptati e svelati a partire dai contenuti manifesti simbolici. Ed è proprio attraverso l’individuazione dei contenuti latenti del sogno che si è in grado di risalire all’inconscio. In particolare, Freud ha individuato cinque leggi fondamentali che regolano i sogni e che consentono di svelarne il a partire da quello manifesto :

  1. Condensazione : diversi elementi latenti che apparirebbero scollegati vengono riuniti nel sogno in un unico elemento manifesto. La condensazione consiste nello scegliere un elemento da una categoria di individui e considerarlo come un unicum. Ad esempio, in un sogno, il contenuto manifesto può essere dato dal colore rosso che rappresenta la condensazione di tre individui differenti, ad esempio una sorella, un’amica o fidanzata con i capelli rossi;
  2. Spostamento : il contenuto manifesto di un sogno è caratterizzato da elementi banali e apparentemente privi di significato, dovuti alla sostituzione di obiettivi considerati pericolosi o inaccettabili (laddove questi formano la parte latente) con altri elementi (appunto quelli manifesti che risulterebbero banali). Ad esempio, studiando il caso della moglie del signor Butcher, si scoprì che dietro le insensate associazioni tra salmone affumicato e caviale (contenuto manifesto) si celava in realtà la relazione concettuale tra le rivali della signora Butcher e le incertezze circa suo marito (contenuto latente); secondo Freud, lo spostamento viene attuato al fine di ridurre gli effetti ansiogeni sull’io;
  3. La drammatizzazione è il processo per il quale i pensieri latenti nel sogno sono trasformati nel contenuto manifesto in immagini visive, come se fossero assemblate in una sorta di film in cui il sognatore è regista o semplice spettatore;
  4. La simbolizzazione è una particolare forma di spostamento : quando un contenuto latente viene sostituito e rappresentato da un altro elemento nel contenuto manifesto, quest’ultimo diviene simbolo mentre il contenuto latente è detto simbolizzato. Ad essere rimosso è l’elemento simbolizzato e non il simbolo. Mentre i simboli sono infiniti, i simbolizzati sono ridotti ad un numero ristretto;
  5. Rappresentazione per l’opposto : il contenuto manifesto è l’opposto di quello latente, poiché ciò che ricordiamo nel sogno risulta l’opposto del nostro desiderio reale che fa parte del contenuto latente.

Oltre a Sigmund Freud, anche il suo discepolo (1875 – 1961) ha formulato la sua teoria sull’interpretazione dei sogni. Inizialmente influenzato da Sigmund Freud, Jung avrebbe sviluppato la sua personale posizione sui sogni, introducendo i concetti di livello del soggetto, aspetto prospettivo, compensazione e metodo di amplificazione. In base all’impostazione freudiana, i sogni sono interpretati sulla base dell’oggetto, cioè in base alle relazioni tra sognatore e situazioni reali concrete della sua vita; al livello dell’oggetto, Jung aggiunge quello del soggetto, in base al quale il sogno rivelerebbe tratti psicologici fondamentali dell’individuo sognatore e dei suoi mutamenti psicologici. Una caratteristica fondamentale in Jung è la negazione dell’interpretazione stereotipata dei sogni : dal momento che ogni sogno è unico, ha una sua specificità e quindi va contestualizzato, la sua interpretazione è un compito difficile che prevede l’analisi di diversi elementi. Se qualcuno sogna sua madre, in base al livello del soggetto, la madre sognata non è un’evocazione della madre reale ma dell’anima del sognatore, che risulta essere la parte femminile della sua psiche. Mentre l’approccio freudiano è retrospettivo, riferendosi a eventi passati collocati nell’infanzia del sognatore, quello junghiano è prospettivo poiché si propone di delineare una mappa dell’evoluzione psicologica del sognatore, guardando verso il futuro, al fine di cercare un equilibrio tra l’io e l’inconscio. Ciò conduce alla nozione junghiana di compensazione : il sogno sottolinea il lato opposto e inespresso della personalità, al fine di mantenere un equilibrio. In particolare, i sogni rappresentano una compensazione delle attitudini della coscienza. Se ad esempio, alla fine della giornata, ci si sente particolarmente bene, tenderemo ad avere dei sogni dove prevalgono le situazioni negative e viceversa. Così la parte cosciente e incosciente raggiungono come un tutt’uno una posizione stabile, poiché l’una compensa l’altra. In seguito all’interpretazione di un sogno, Jung ha suggerito ad una sua paziente di rinunciare alla sua attitudine eccessivamente razionale, al fine di curare la sua nevrosi. Il sogno così si fa portatore di un messaggio dell’inconscio che segnala la presenza di deficienze mentali. Infine, in base al metodo di amplificazione, Jung afferma che ci sono elementi nel sogno per i quali l’individuo non può fornire associazioni personali. Tali elementi sono i simboli, che diversamente da quanto prevede l’impostazione freudiana, sono dei segni che conducono ai contenuti psicologici sconosciuti. L’analista in tal caso interviene per cercare di colmare i gaps del sognatore, facendo riferimento ad elementi appartenenti a diverse aree culturali, come l’alchimia, la mitologia e la religione, al fine di cercare di fornire più dettagli sui simboli prodotti nei sogni.

Altro contributo fondamentale sul tema dell’interpretazione dei sogni è stato offerto da (1877 – 1945). Secondo lo pseudoscienziato statunitense, nei sogni si conserva molto materiale utile per noi, non solo appartenente al nostro livello cosciente ma anche al nostro subconscio. In questa parte del nostro io, non solo si conservano i nostri ricordi, desideri e speranze ma si possono cercare soluzioni per risolvere determinati problemi, individuare le cause dei nostri disturbi fisici e migliorare le relazioni interpersonali. Il punto interessante riguarda il fatto che Cayce ha fornito alcuni importanti e pratici suggerimenti utili per interpretare i sogni. In particolare sono cinque i punti chiave :

  1. cercare di suddividere il sogno in fasi, al fine di poter risalire più facilmente a tutti i simboli del sogno;
  2. cercare di capire quale sensazione emotiva il sogno provoca (rilassante, incoraggiante, spaventosa, frustante, ecc.);
  3. stabilire se il sogno deve essere interpretato letteralmente o se si cela in esso un significato metaforico; ad esempio, il manuale di istruzioni dell’automobile potrebbe riferirsi proprio alla guida del veicolo ma potrebbe alludere metaforicamente al modo di condurre la vita;
  4. cercare di confrontare gli eventi del sogno con eventi della vita reale. Attraverso i sogni, la nostra parte subconscia può contrastare e limitare preoccupazioni e problemi che fanno parte integrante della nostra vita reale;
  5. tentare di individuare dei simboli; ogni simbolo infatti rappresenta una parte di noi stessi e quindi è opportuno costituire un buon dizionario di simboli; ad esempio, il cielo può rimandare al nostro lato spirituale, così come la casa alla nostra situazione attuale, ecc.

 


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