“Una moglie da rubare” , di Iaia Fiastri, al Teatro Manzoni: un continuo susseguirsi di colpi di scena

Patrizia e Stefano Masciarelli sono gli interpreti di questo simpaticissimo lavoro scritto da Iaia Fiastri, in scena dal 1 febbraio al Teatro Manzoni.
La moglie di un importante uomo d’affari ( Giovanni Angelucci, un più che apprezzabile ed impegnato Stefano Masciarelli ) è stata rapita e per il suo rilascio gli viene richiesto un riscatto esorbitante per i suoi mezzi che al momento sono veramente limitati in quanto la sua azienda è in piena crisi; come fare per riaverla?
Un’idea lo fulmina: per reperire del denaro si inventa di rapire la moglie del suo più acerrimo concorrente ( Anna, Patrizia Pellegino, in splendida forma e sempre simpaticissima ); quest’ultimo è un uomo ricco e fortunato e quando Giovanni passa all’azione si accorge di aver commesso involontariamente un errore marchiano: il suo rivale non ha nessuna intenzione di riscattare la moglie e a questo punto i due uomini cercano di si accordarsi per salvare i reciproci interessi e sentimenti approfittando della complicità di un dipendente ( Luigi Tani ) dalla mente acuta e molto, molto saggio.
Il lavoro è veramente divertente, colmo di brio e di acute trovate, di battute ineguagliabili, di contrattempi ben congegnati attraverso un meccanismo molto ben oliato che l’accorta e sapiente regia dell’espertissimo Diego Ruiz che sa guidare lo svolgimento della commedia facendola filare su un piano molto accattivante e ridondante simpatia che genera applausi a profusione e veramente tante, tante risate.
Una particolare menzione per il bell’accompagnamento musicale opera di Stefano Magnanesi, adatto allo svolgersi delle varie situazioni che di volta in volta vengono esaltate o accompagnate nel pseudo dramma che la bravura dei due protagonisti riesce a trasformare in uno spettacolo degno di una bella serata.
Da vedere e da gustare anche grazie alle adattissime e gradevoli scenografie opera di Salvo Manciagli.
Si replica fino al 25 febbraio prossimo


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