Movimento 5 Stelle: I grillini contro lo Ius Soli

Il 21 Giugno, alle ore 17.00, due grandi associazioni L’Italia sono anche io Italiani senza cittadinanza, hanno indetto una manifestazione di protesta a Torino e a Roma, nella quale chiedevano al Senato l’approvazione del disegno di legge 2092 inerente la riforma della cittadinanza ( in precedenza approvato dalla Camera il 13 Ottobre 2015 ma bloccato a causa degli innumerevoli emendamenti presentati dalla Lega). Il partito padano è risultato essere contrario all’approvazione del suddetto disegno, voluto fortemente non soltanto dal Governo vedi il PD e i partiti di sinistra. Secondo le dichiarazioni rilasciate da Alessandro Di Battista, deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana con il Movimento 5 Stelle, fanno capire di essere contrario tanto quanto la Lega.

Basandosi sulle norme in vigore, un ragazzo nato in Italia da genitori stranieri può richiedere la cittadinanza ad un anno dal raggiungimento della maggiore età solo se risulta essere residente legalmente in Italia senza interruzioni dalla nascita. Con il nuovo disegno, la cittadinanza è concessa a tutti i cittadini stranieri nati in Italia aventi almeno un genitore in possesso del soggiorno permanente o di lungo periodo. Chiaramente l’acquisizione della cittadinanza non avverrà automaticamente ma su richiesta attraverso una dichiarazione volontaria rilasciata da un genitore o da chi ne fa le veci.

Sulla base di queste normative, il M5S si chiede se fosse più opportuna una legge così blanda o nulla. Secondo quanto anticipato da Di Battista si èoptato per il nulla dato che ciò permetterebbe, a chi avrebbe potuto usufruirne, di mantenere uno status quo per i prossimi 25 anni. Questa scelta va ad alimentare  forti dubbi sulle capacità decisionali ,di cui lo stesso Movimento si fa carico, proprio quando si tratta di situazioni assai delicate di calenze politiche estreme. In questo senso si lascia pensare a un’incapacità di movimento delle trame parlamentario o adddirittura alla difficoltà decisionale tra i membri dello stesso.

Bisognerebbe dare più considerazione alla voce del popolo italiano perchè le elezioni non si vincono né con la rabbia né con gli adepti. Sono proprio i voti dei cittadini che scelgono un candidato piuttosto che un altro in base ai programmi presentati e alle capacità e risorse che un singolo partito è in grado di portare avanti.

Chiaramente bisognerà attendere giorni, se non mesi, affinché si trovi una soluzione ultima ad ogni programma politico presentato al fine di favorire la costruzione di un’Italia migliore e solida.


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