“Non sono un uomo di successo, sono un uomo insuccesso”

 


“Ho fatto qualcosa,

ho migliorato la condizione umana delle persone con tumore,

con qualche successo, senza la soluzione finale,

che purtroppo non ho potuto vedere… Arriverà!”

                                                         

 


Funerali laici e a Milano, lutto cittadino.

Martedì, mentre il mondo intero, era in fibrillazione per le imminenti elezioni del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America,  in Italia, ci ha lasciati Umberto Veronesi, all’età di 90 anni.

Oncologo, scienziato, scrittore, politico, fondatore dell’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro, l’ e della fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle Scienze.

Medico per professione, medico per passione, ha rivoluzionato il modo di studiare, curare, capire una malattia, il cancro, che prima non si aveva neanche il coraggio di nominare.

“Quel brutto male” che c’era, uccideva, un male che i medici dovevano riconoscere con il semplice ausilio delle proprie mani, con la loro sensibilità, grazie al progresso è diventato qualcosa che si può prevenire, curare o controllare.

Veronesi ha contribuito a questo progresso.

Al centro del suo mondo, l’uomo, il benessere che gli spetta , la qualità della vita che migliora, la prevenzione ed il rispetto degli animali, della natura, della donna e anche della morte.

Una vita spesa per i diritti dell’uomo, per la scientifica, che ci permette di migliorare e di capire, di crescere.

Il modo migliore per poterlo ricordare e celebrare è consigliare a tutti di dare un occhiata al sito dell’AIRC,  donare per la ricerca in base alle proprie possibilità e soprattutto, fare prevenzione.

Prevenzione per i propri figli e per se stessi.

 


“Professor Veronesi, lei è un provocatore?”

“Non sono un provocatore, a meno che, per provocare, si intenda indurre a una visione diversa delle cose che si distacca dai luoghi comuni e dalle posizioni più popolari.

Vede, c’è un doppio fil rouge che lega tutte le mie lotte di pensiero.

Il primo è il bisogno di infrangere i retaggi e le verità acquisite per sviluppare un sistema di idee e valori propri.

Il secondo, è la convinzione che tutti i fenomeni hanno una causa e solo agendo sulle cause,

si possono risolvere anche le situazioni più dolorose e tragiche”


Ieri a Palazzo Marino, in Sala Alessi,  è stata allestita la camera ardente.

In questo momento invece, un funerale laico, si sta tenendo a Palazzo Marino.

Due maxi schermi, posizionati rispettivamente nel cortile del Palazzo Comunale e in Piazza Scala, danno la possibilità ai cittadini di partecipare alla celebrazione.

Umberto Veronesi
Umberto Veronesi

 

 

 

 

 

 


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